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In meno di tre giorni oltre 2000 organizzazioni e persone hanno sottoscritto l'appello per chiedere ai vertici della RAI di non chiudere le sedi di corrispondenza di Beirut, il Cairo, Nairobi, Nuova Delhi e Buenos Aires e il canale Rai Med. Ne dà notizia in una nota la Tavola della Pace che aveva lanciato l'appello martedì 2 febbraio con Articolo21, UsigRai, Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Nigrizia, Misna (Missionary International Service News Agency), Missione Oggi, Premio Ilaria Alpi, LiberaInformazione, Redattore Sociale, Mosaico di Pace, Vita Magazine, Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani, Rivista Confronti. Intanto l'esecutivo dell'Usigrai ha diffuso oggi una nota nella quale si precisa che "nessuna decisione è stata presa dalla Rai sulla chiusura delle cinque sedi di corrispondenza e sulla mission di Palermo e Rainews24 sul mediterraneo". Nella nota si spiega ancora che quella della chiusura delle sedi di corrispondenza "è una delle ipotesi di contenimento della spesa che dovranno far parte del piano industriale". "Il sindacato dei giornalisti - sottolinea l'Usigrai - è tornato a contestare quella che ritiene essere una mutilazione delle funzioni del servizio pubblico radiotelevisivo, puntando l'indice su sprechi di vario tipo, assunzioni fatte dall'esterno e moltiplicazione inutile di incarichi apicali". L'Usigrai, "ritenendo che si tratti anche di prove tecniche di più ampi ed inaccettabili tagli, ha fatto presente come la categoria sia pronta a mobilitarsi fino allo sciopero". "Le argomentazioni del sindacato - conclude la nota - saranno portate all'attenzione dei vertici Rai, coi quali, questo l'impegno preso, si aprirà un successivo confronto".
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