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Berlusconi tende a distogliere l'attenzione - 18.03.2010 Berlusconi ''con la sua sortita tende a distogliere l'attenzione dai suoi figliocci sotto attacco: Innocenzi , Masi, Minzolini''. Lo sostiene il segretario dell'Usigrai Carlo Verna, che parla di ''inaccettabili comportamenti del premier''. ''La frustrazione dell'imbavagliatore svelato si scatena sul canone del servizio pubblico radiotelevisivo - dice Verna - Berlusconi attacca al cuore la Rai che con azioni ed omissioni da tempo indebolisce. Nel farlo realizza due obiettivi:uno politico, l'altro in virtu' del conflitto d'interessi commerciale , consistente nel vantaggio che ne trae la concorrente azienda di famiglia''. Per migliorare l'aria che respiriamo, prosegue il segretario del sindacato dei giornalisti Rai, ''abbiamo due possibilita': emigrare in Zimbabwe o lottare duramente contro questi inaccettabili comportamenti del premier, che e' cio' che l'Usigrai fara'. Subito gli diciamo di aver ben intuito che la sua sortita tende a distogliere l'attenzione dai suoi figliocci sotto attacco :Innocenzi, Masi, Minzolini''.
Minzolini ha svelato un segreto non ai telespettatori ma al governo - 16.03.2010 ''Avevamo sperato, per il buon nome del Tg1, che Minzolini avesse fatto ai suoi telespettatori le rivelazioni del segreto investigativo nel famoso servizio sull'inchiesta di Trani, di cui si vanta. Invece emergerebbe che le abbia fatte in una telefonata privata verso palazzo Chigi. Dunque, salva la presunzione di innocenza, è pienamente coinvolto nella vicenda''. Lo nota Carlo Verna, segretario del sindacato dei giornalisti Rai (Usigrai), che sulla vicenda chiede ai vertici di viale Mazzini ''rapide decisioni e assunzione di responsabilita' ''. ''Il problema che si pone - spiega Verna - è relativo alla garanzia di terzieità della testata ammiraglia del Servizio Pubblico. Chi paga il canone può affidarsi al racconto di una notizia da prima pagina fatto da chi ne è anche protagonista? Deve sentire i suoi editoriali auto assolutori con un nervoso pendolare del busto o la notizia, poi rivelatasi infondata, del non essere Minzolini indagato, data due volte in un minuto ?''. Il precedente di 'calciopoli', prosegue il segretario dell'Usigrai, ''indica chiaramente il da farsi per la serenità di chi lavora al Tg1, per la tutela degli utenti del Servizio Pubblico . I vertici aziendali sono chiamati a rapide decisioni e ad una assunzione di responsabilità,dopo aver gia' disinvoltamente omesso il dovuto intervento dopo il non trascurabile errore nei titoli e nel lancio del servizio relativo al caso Mills , per il quale il Tg1 parlo' , in maniera fuorviante di assoluzione''.
Attacco senza pudore alla redazione di Napoli 12.03.2010 'Quello alla redazione napoletana della Rai da parte di esponenti della maggioranza e' un attacco senza pudore'': lo dice il segretario nazionale dell'Usigrai, Carlo Verna, commentando le critiche rivolte da esponenti del Pdl - tra i quali il vicepresidente della commissione di vigilanza, Lainati - all'informazione elettorale del Tg campano della Rai. Attacco che ''travolge con accuse infondate - aggiunge Verna - lo scrupoloso impegno quotidiano per il pluralismo, che come dimostrano i dati Agcom fatica a vivere in Rai proprio perche' vilipeso a vantaggio della parte di chi ora protesta. E' quella stessa maggioranza che ha votato in vigilanza il regolamento presupposto per la cancellazione dei talk show: nessun aggettivo c'e' bisogno di aggiungere ai fatti''.
Minzolini non dovrebbe firmare l'edizione del Tg1 - 12.03.2010 ''Se e' vero che abbiamo un 'direttorissimo' asservito, la Rai dia subito al Tg1 un direttore autorevole e al di sopra delle parti,come il prestigio storico della testata ammiraglia esige e come il servizio pubblico e' obbligato a garantire ai cittadini''. Lo sostiene il segretario dell'Usigrai Carlo Verna spiegando che ''l'Usigrai e' gia' oltre la richiesta di dimissioni di Augusto Minzolini, che, dopo le rivelazioni de Il Fatto, neanche avrebbe dovuto firmare l'edizione delle 13,30''. ''Ma evidentemente - continua il segretario - lui ragiona con categorie diverse dalle nostre e da quelle di tanti utenti, che avrebbero diritto ad un prodotto ben diverso, laddove invece il sindacato e' costretto ad agire come un nucleo anti-sofisticazioni. E' bene distinguere i piani. Il dato politico del far comunella e' di per se' scandaloso ed esige immediate risposte. Per il resto male fa Di Pietro ad usare certi linguaggi, conservi quelle espressioni, se crede, per gli altri protagonisti della vicenda e lasci Minzolini alle cure dell'ordine dei giornalisti, cui l'Usigrai si rivolgera' con un esposto se e quando con certezza saranno chiari elementi contrari alla deontologia professionale. Sicuramente gia' per quel che e' emerso la sua direzione e' incompatibile coi doveri del servizio pubblico. Come raccontera' nel suo Tg fatti cosi' rilevanti che lo riguardano''.
I temi del congresso – 09.03.2010 “+ Offerta + Servizio pubblico. Rai: risorse, autonomia, multimedialita””: temi cruciali per il futuro dell’informazione nel dibattito politico e sociale del Paese e titolo del prossimo congresso dell’Usigrai, che si svolgera’ dal 13 al 17 aprile a Salsomaggiore Terme. Il XII congresso del sindacato dei giornalisti Rai si svolge in un contesto di spinta sempre piu’ forte verso la digitalizzazione e un’offerta radio-televisiva sempre piu’ multicanale, per questo “e’ necessario fare il punto sulla funzione del servizio pubblico in termini di risorse e competenze necessarie, tanto piu’ in un momento critico come l’attuale che registra un forte rallentamento della raccolta pubblicitaria”, spiega il sindacato. Secondo l’analisi della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2009 la vendita della pubblicita’ ha segnato una diminuzione del 10% nelle tv analogiche e del 14% nelle radio. Il settore italiano dei media tradizionali ha bruciato oltre 2,2 miliardi di euro. I media digitali, invece, sono cresciuti del 13% (+600 milioni di euro) arrivando a rappresentare il 29% del mercato complessivo dei media. Questo scenario critico e’ reso ancor piu’ complesso dal rischio della cannibalizzazione tra canali, dalla concorrenza della rete e dalla stessa cronaca politica di questi giorni relativa alle questioni della par condicio in periodo elettorale. La qualita’ dell’informazione e il ruolo del servizio pubblico saranno il tema centrale di questo importante evento, anche occasione per rinnovare gli organi di rappresentanza del sindacato. “Salsomaggiore sara’ il crocevia degli scenari della comunicazione del futuro, televisione e multimedialita””, ha commentato Carlo Verna, segretario Usigrai. “In una fase di epocale cambiamento, col digitale terrestre, che servira’ in autunno il 70 per cento degli italiani, e la convergenza tra tv e internet, sara’ importante dibattere tra giornalisti e con esponenti del mondo della politica e delle istituzioni sul ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo, che se non viene supportato da adeguate risorse e reso industrialmente autonomo rischia di diventare residuale”, ha aggiunto. “Siamo onorati ed orgogliosi di ospitare, con il decisivo sostegno dell’APT regionale, il congresso nazionale dei giornalisti Rai che trattera’ i temi del servizio pubblico radiotelevisivo oggi di grande attualita’ - ha dichiarato Massimo Tedeschi, sindaco di Salsomaggiore Terme -. Per cinque giorni la citta’ sara’ centro del dibattito politico e mediatico sui temi dell’informazione giornalistica in Italia. Oltre ai giornalisti Rai e a quelli che arriveranno per seguire i lavori del Congresso, avremo l’onore di ospitare i vertici Rai e importanti rappresentanti della cultura e della politica nel nostro Paese. Sono sicuro che cittadini, servizi e operatori turistici di Salsomaggiore, citta’ assai bene attrezzata ad ospitare eventi di portata nazionale e a forte impatto mediatico, sapranno accogliere al meglio gli autorevoli ospiti”.
GR Parlamento testata allo sbando – 04.03.2010 Il comitato di redazione del Gr Parlamento denuncia in una nota il “sostanziale abbandono della testata da parte del direttore Riccardo Berti”. Il cdr stigmatizza anche l””indifferenza” dell’azienda e si dice pronto, in mancanza di risposte, a proclamare uno sciopero in piena campagna elettorale. “Il cdr - si legge nella nota - considera gravissima l’assenza di una guida in un momento molto delicato come quello della campagna elettorale in corso e l’impossibilita’ della redazione di far fronte alle quotidiane problematiche non avendo la possibilita’ di confrontarsi con la naturale controparte, come previsto dall’art. 34 del contratto di lavoro giornalistico. Ad aggravare, se possibile, l’inaccettabile situazione, si aggiunge inoltre il continuo comportamento antisindacale del vice direttore Giovannetti che, approfittando dell’auto ‘esilio’ del direttore Berti e con il suo consenso, ne surroga di fatto funzioni e impegni bypassando sistematicamente il Cdr con decisioni prese senza consultare l’organo sindacale di base”. Il cdr di Gr Parlamento giudica “molto preoccupante per l’autonomia della testata e per la dignita’ dei suoi giornalisti la totale indifferenza dell’azienda che, di fronte ad una pesante sfiducia votata dall’assemblea al direttore, fa finta di non vedere la grave crisi in cui versa la stessa testata. Il cdr fa dunque appello al sindacato di categoria, Fnsi, a quello aziendale Usigrai, e alla commissione parlamentare di Vigilanza, affinche’ si ponga rimedio ad una situazione di estrema gravità. In mancanza di sollecite risposte da parte dell’azienda, il Cdr si vedra’ costretto a proclamare lo sciopero in piena campagna elettorale”.
Tg1, redazione spaccata – 03.03.2010 A scendere in campo e’ anche il segretario dell’Usigrai Carlo Carlo Verna che, ipotizza una violazione dello Statuto dei lavoratori per il coinvolgimento dei precari e invoca un “internal auditing”. “Se ci sono state intimidazioni vere e proprie, che andranno eventualmente sottoposte anche all’ordine dei giornalisti - continua Verna -, pretenderemo le adeguate sanzioni. Intanto emerge come la direzione Minzolini abbia lacerato il tessuto umano e professionale della principale testata Rai”. L'argomento è il Tg1, e il duro intervento dell’Usigrai sottolinea come la redazione sia oramai spaccata con la direzione di Augusto Minzolini. Una lettera inviata dal Comitato di redazione al direttore generale Mauro Masi e al presidente Paolo Garimberti per esprimere “disagio” circa la situazione attuale della testata e le critiche alla sua direzione, ha diviso la redazione e scatenato una lunga coda polemica interna. Alcuni giornalisti, di vario livello, anche apicale, avrebbero messo a punto un documento che prendeva le distanze da quello realizzato dal Cdr e promosso una raccolta di firme tra i colleghi a sostegno della loro posizione, coinvolgendo anche i precari. Nel testo non ci sarebbe tanto un’ipotesi di sfiducia nei confronti della rappresentanza sindacale ma una presa di distanza proprio da quel “disagio” manifestato dal Cdr al vertice dell’azienda rispetto alla situazione del Tg1, di fatto quindi una manifestazione di sostegno alla direzione. In piu’ i firmatari - sono circa una novantina - lamenterebbero il mancato coinvolgimento della redazione in una presa di posizione cosi’ forte. In serata una mail del Cdr ai colleghi avrebbe respinto al mittente le accuse, sottolineando che la rappresentanza sindacale lavora per “l’unita’ della redazione e la credibilita’ della testata”. Gia’ nei giorni scorsi era emersa del resto una spaccatura all’interno della redazione in un’assemblea con finale movimentato, convocata per discutere una nuova iniziativa editoriale e finita con un documento sulle contestazioni alla troupe all’Aquila. Il documento, votato da 21 giornalisti con l’astensione del Comitato di redazione, respingeva le accuse di “aver fatto una informazione incompleta e faziosa”, in particolare sul terremoto.
In Piazza. Protestiamo a via Teulada - 01.03.2010 I conduttori Rai insieme a giornalisti e cittadini saranno in piazza domani sera alle 20, in via Teulada, davanti agli studi della Rai, dove si sarebbe dovuta registrare la puntata di Ballaro' per protestare contro la decisione del Cda Rai di annullare per un mese i quattro talk show di informazione politica. Lo annuncia il segretario generale del sindacato dei giornalisti Rai, Carlo Verna, al termine di una infuocata conferenza stampa convocata d'urgenza alla Fnsi. Ma non solo: domani nei tg serali, aggiunge Verna, andra' in onda un videocomunicato per spiegare le posizioni dei giornalisti, mentre si studiano vie legali per bloccare la ''pericolosissima delibera''. ''Abbiamo dato ai legali il mandato di studiare ad horas la possibilita' di bloccare la delibera'', spiega Verna che sottolinea come questo sia ''uno dei momenti piu' bui della Rai''. Il segretario del sindacato Rai precisa che si erano aperte le procedure per lo sciopero ma che questo non sarebbe stato tecnicamente possibile prima del 28 marzo. ''Abbiamo comunque scelto di muoverci nella legalita' - aggiunge - perche' il Paese ha bisogno di legalita'''.
Siamo al bavaglio! - 01.03.2010 E’ uno dei momenti piu’ bui per la liberta’ di stampa in Rai da quando esiste il Servizio pubblico radiotelevisivo. Il Cda a maggioranza ha voluto il bavaglio piu’ soffocante, applicando nella maniera maggiormente restrittiva il gia’ pessimo regolamento della Vigilanza, con la chiusura di tutti i talk show e i programmi di approfondimento giornalistico. Speriamo che il Direttore Generale e i Consiglieri d’amministrazione della Rai, insieme ai commissari della Bicamerale, si rendano conto della responsabilita’ che si sono assunti. A meno di un mese dalle elezioni, anche in presenza di una serie di gravissime vicende di cui l’opinione pubblica vuole sapere, cala il silenzio. Negare gli approfondimenti costituisce una penalizzazione enorme per i cittadini e dunque per la democrazia, che fa passare in secondo piano persino il pur rilevantissimo danno economico per un’azienda come la Rai, che gia’ sta ipotizzando tagli. L’Usigrai intende reagire nel modo piu’ fermo. La legge sui servizi pubblici essenziali ci impedisce di scioperare in tempi utili, nonostante siano state esperite le procedure di conciliazione. Stiamo quindi preparando un video-comunicato ed una manifestazione pubblica. Sullo scandalo del silenzio non c’e’ bavaglio che possa impedirci di gridare. |