Fnsi-Usigrai: un errore cancellare intervista a Morra

Proviamo il più profondo disgusto per le parole nei confronti di Jole Santelli pronunciate da Nicola Morra. Ancor di più perché pronunciate da un rappresentante istituzionale.

Ma troviamo la cancellazione della sua intervista un errore, nei modi, nei tempi e nel merito.

Abbiamo sempre sostenuto, e non abbiamo cambiato idea, che il problema non è chi intervisti ma come, ovvero le domande che vengono poste o non poste.

A meno che da oggi la Rai non comunichi i criteri di esclusione, chiaramente fin qui non utilizzati. 

Noi proponiamo, per cominciare, di non invitare chiunque abbia avuto comportamenti o parole contrarie al Contratto di Servizio, e quindi alla Costituzione.

Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, Segretario e Presidente Fnsi
Vittorio di Trapani, Segretario Usigrai 

Bene Martella su Rai, aprire tavolo di confronto

Forti e apprezzabili le parole sulla Rai pronunciate dal Sottosegretario all’Editoria Andrea Martella, rispondendo a una domanda del Presidente Fnsi Beppe Giulietti, nel corso di un videoincontro organizzato dal sindacato dei giornalisti con tutte le Associazioni di stampa regionali.
 
Il Sottosegretario ha sottolineato che “la Rai ha bisogno di un nuovo sistema di governance” e che “deve recuperare l’autonomia e l’indipendenza fondamentali per garantire il pluralismo e la qualità, propri del Servizio Pubblico”.

Questa è la vera e assoluta urgenza, precondizioni per consentire alla Rai di ridefinire la propria mission e, quindi, un piano industriale per metterla al passo con i tempi.

Per questo, l’Usigrai ribadisce la richiesta al governo di aprire con urgenza un tavolo con le rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori per un confronto sulla governance, sulla mission e il piano industriale, e sulle risorse certe e adeguate ad attuarli.

Di grande importanza anche le rassicurazioni rispetto alle voci di ridimensionamenti delle scorse settimane. Assicurare che non ci sarà “nessuno smantellamento, ma anzi un Servizio Pubblico rinnovato, forte, più competitivo sul mercato della comunicazione digitale”, è il modo per creare le migliori condizioni per un confronto vero, serio, concreto, richiamando ciascuno alle proprie responsabilità.
 
Esecutivo Usigrai

Femminicidi, lettera aperta a giornalisti e giornaliste

Care colleghe e cari colleghi,

in questi mesi di pandemia non si fermano i casi di femminicidio, punta dell’iceberg della violenza contro le donne.

Raccontiamola in modo corretto: basta parlare di raptus! Basta giustificare gli assassini!   Basta ai facili  moventi come la depressione e la gelosia! Basta far ricadere sulle donne la responsabilità della loro morte!

La grave crisi che sta attraversando il nostro Paese sta mettendo sotto pressione anche la nostra categoria. Ma proprio in un momento complesso come questo dobbiamo dare prova di essere capaci di narrare quanto accade nella consapevolezza della grande responsabilità che abbiamo nei confronti di chi ci legge e ascolta.

Abbiamo elaborato il Manifesto di Venezia, a cui hanno aderito liberamente centinaia di giornaliste e giornalisti (https://bit.ly/3pcnKSx), nel tentativo di offrire uno strumento di lavoro utile ad inquadrare in modo corretto il fenomeno. Sappiamo che molte e molti si sforzano di farlo ogni giorno.

Ancora troppo spesso però ci dimentichiamo, scrivendo i nostri articoli o servizi radiofonici e televisivi, che la violenza contro le donne non può essere ridotta a meri fatti di cronaca. Che si tratta di un fenomeno strutturale della nostra società e come tale abbiamo il dovere di raccontarlo: violenza contro le donne in quanto donne, per questo è necessario utilizzare la parola “femminicidio”.

Facciamo appello al senso di responsabilità di ciascuna e ciascuno. L’omicida di Torino – solo l’ultimo di molti esempi – non ha avuto un raptus, lo sterminio che ha compiuto non è nato dal nulla. I dati ci raccontano che il gesto finale di eliminazione della propria compagna, moglie, ex arriva dopo un lungo periodo di violenze e soprusi.

Non rendiamo vittime una seconda volta le donne assassinate, non cadiamo in queste narrazioni tossiche, diamo valore alla nostra libertà di informare.

Mimma Caligaris (presidente CPO Fnsi)
Paola Dalle Molle (coordinatrice Cpo Cnog)
Silvia Garambois (presidente GiULiA giornaliste)
Monica Pietrangeli (coordinatrice CPO Usigrai)

Rai, restituzione 5% canone è insufficiente

La restituzione del 5% del canone alla Rai è un provvedimento parziale e largamente insufficiente.

Ricordiamo che lo Stato deve ancora versare 80 milioni previsti dalla legge di bilancio e incomprensibilmente ancora negati.

Ma soprattutto resta ancora aperta – anche in sede giudiziaria – la questione del taglio di 150 milioni, sul quale il Mise continua a fare melina.

Il nodo delle risorse Rai non è accettare di volta in volta questo o quel riconoscimento da parte del governo di turno.

Pilastro dell’autonomia del Servizio Pubblico è definire risorse certe, adeguate e di lunga durata per consentire alla Rai di fare un piano industriale di rilancio e sviluppo.

Esecutivo Usigrai

Rai, allarme conti? Si è fatto poco su ricavi canone

Ora l’allarme, ma i vertici Rai cosa hanno fatto concretamente per ottenere la restituzione di tutti i ricavi da canone?

Ricordiamo che ormai da quasi 6 anni sono aperti 3 ricorsi contro il taglio di 150 milioni e del 5% strutturale.

Cosa concretamente ha fatto e sta facendo la Rai per porre fine alla inadempienza del mise, censurata anche dal consiglio di stato?

Da 2 anni la Rai attende 80 milioni di euro previsti dalla legge di bilancio e mai versati.

Cosa concretamente ha fatto e sta facendo la Rai per ottenere il versamento di queste risorse?

Infine, il Consigliere eletto dai dipendenti, Riccardo Laganà, ha presentato un parere di incostituzionalità dell’ attuale legge sul canone. E il CdA non è mai stato chiamato ad esprimersi sulla ipotesi di un nuovo ricorso.

Cosa concretamente ha fatto e sta facendo la Rai per tutelare il patrimonio aziendale?

Quindi, dell’attuale disastrosa situazione economica sono responsabili coloro che in questi anni hanno sistematicamente sottratto ricavi alla Rai, ma anche chi – nonostante le ripetute sollecitazioni dell’Usigrai – non ha fatto abbastanza per ottenere la restituzione del mal tolto.

Esecutivo Usigrai

Attacco a Report è di gravità inaudita

L’attacco in corso a Report è di gravità inaudita. La richiesta di entrare in possesso delle informazioni su contratti, collaboratori e consulenze legali della trasmissione curata da Sigfrido Ranucci ha il sapore di bavaglio.

Ovviamente nessuno teme la trasparenza.

Ma è evidente che queste richieste da parte di un componente della Commissione di Vigilanza e di un Consigliere di Amministrazione della Rai sono un evidente messaggio a un gruppo di lavoro di inchiesta giornalistica.

E un messaggio a chiunque altro voglia fare inchiesta.

Del resto, già durante la prima fase della pandemia direttamente il Presidente della Rai si prese la briga di fare una (pessima) lezione di giornalismo a chi in Rai stava facendo inchiesta.

Ricordiamo che il giornalismo investigativo e la sua valorizzazione sono uno dei punti cardine del Contratto di Servizio, e quindi un dovere e un diritto della Rai Servizio Pubblico.

L’Esecutivo Usigrai

Addio a Pino Scaccia, cronista di razza

pino_scacciaIl suo nome è legato a tutti i principali eventi internazionali degli ultimi 40 anni: Pino Scaccia ha seguito come inviato dalla prima Guerra nel Golfo alla fine dell’Unione Sovietica, dal conflitto della ex Jugoslavia all’Iraq, l’Afghanistan, la Libia.

Ma non solo esteri. In prima linea anche su temi italiani, dalla mafia al terrorismo.

Pino Scaccia è stato un cronista di razza. Un inviato che ha dato lustro al Tg1, alla Rai, interpretando nella professione i valori del Servizio Pubblico.

Di sicuro una grande perdita per tutta la professione.

A nome delle giornaliste e dei giornalisti della Rai un abbraccio a tutta la famiglia e a chi gli ha voluto bene.

Esecutivo Usigrai

Da Rai nessuna offerta per Champions? Sarebbe gravissimo

Se confermata, la notizia che la Rai non avrebbe presentato alcuna offerta per la Champions sarebbe gravissima.

Una scelta inspiegabile ed inaccettabile.

Trincerarsi dietro ai costi sarebbe assurdo: gli eventi sportivi sono sempre il picco degli ascolti televisivi.

Questo non vuol dire spendere cifre astronomiche. Ma non provarci neanche è un comportamento miope e autolesionista di un vertice che evidentemente non coglie la differenza tra investimenti e costi.

Addio a Gianfranco De Laurentiis, maestro di giornalismo per tutti noi

Professionista esemplare, competente, preparatissimo, Gianfranco De Laurentiis è stato un maestro di giornalismo per tutti noi.

Colonna portante di Rai Sport, che ha anche diretto quando si chiamava Tgs, è stato anche volto autorevole e riconoscibile di una idea dello sport da Servizio Pubblico.

Ha lavorato per la Rai per oltre trenta anni.

Ha condotto tutte le trasmissioni sportive storiche: Dribbling, La Domenica Sportiva, Domenica Sprint, Eurogol, La Giostra dei Gol per gli italiani all’estero, Pole Position, solo per citarne alcune.

Era il volto e la voce del calcio, della Formula Uno e di tutto lo sport.

Uno dei professionisti più noti e più amati dagli italiani.

Mancherà tanto.

Il CdR di Rai Sport e l’Esecutivo Usigrai si uniscono al dolore della famiglia per l’improvvisa scomparsa di Gianfranco De Laurentiis.

Usigrai e Fnsi: soddisfazione per come si è svolta Selezione

selezione_pubblica_raiUsigrai e Fnsi esprimono piena soddisfazione per come si è svolta la prima prova della Selezione pubblica per giornalisti in Rai.

Tutto è avvenuto in maniera ordinata, con un rigoroso rispetto dei distanziamenti fisici e delle normative anti covid.

Il primo dato disponibile è eloquente: la partecipazione alla prova è stata largamente superiore alla selezione del 2015, ben il 75% dei candidati rispetto al 56% di 5 anni fa.

Un ringraziamento va alla Rai per l’ottima organizzazione.

La giornata di oggi è la migliore risposta a chi fino all’ultimo ha provato a bloccare una straordinaria occasione di trasparenza e merito.

Campania, bavaglio imposto da De Luca è indecente

Il bavaglio imposto dal Presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca è indecente.

Questa volta il lanciafiamme ha deciso di usarlo contro la libertà di informazione e il diritto dei cittadini a essere informati. 

Ma sappia De Luca che noi continueremo a fare il nostro lavoro, e che il danno più che ai giornalisti lo sta facendo ai cittadini che hanno il diritto di sapere.

Usigrai, CdR TgR Rai Campania, Sindacato Unitario Giornalisti della Campania

Fnsi-Usigrai: bene Fico, riforma entro scadenza cda

Ci auguriamo che tutte le forze politiche rispondano all’appello del Presidente della Camera Roberto Fico per la riforma della Rai e nuove norme sui conflitti di interesse.

È importante che si riesca a varare nuove regole per il Servizio Pubblico in tempo per la scadenza dell’attuale Consiglio di Amministrazione, e arrivare così a nominare i nuovi vertici con criteri nuovi che garantiscano autonomia e indipendenza dai partiti e dai governi.

I testi esistono, sono per buona parte convergenti, serve solo la volontà politica dei partiti di trovare una sintesi, di approvarli e di farlo in maniera urgente.

Usigrai e Fnsi