Si restituisca alla Rai il maltolto

Il canone Rai? Prima si restituisce il maltolto. E così finalmente si potrà parlare di tetti pubblicitari, ovviamente insieme al Sic e ai limiti antitrust.

A meno che non si voglia far passare come conquista il fatto di restituire alla Rai soldi che già dovevano essere da anni del Servizio Pubblico, e giustificare così una cortesia fatta ad alcuni privati.

Inoltre se vogliamo fare una discussione seria, bisogna farla ricordando alcuni fatti:

1- alla Rai è stato tolto il 5% in maniera strutturale;

2- sottratto anche il 50% dell’erroneamente definito “extragettito”;

In totale 200 milioni di euro all’anno che spettano alla Servizio Pubblico da anni.

3- la Rai attende il versamento di 80 milioni previsti dalla Legge di Bilancio e incomprensibilmente ancoda non versati dal governo;

4- nel 2014 sono stati tolti 150 milioni alla Rai, con una norma su cui pende giudizio di costituzionalità.

5- la Rai ha il canone più basso d’Europa. E il numero più basso di giornalisti in proporzione alle ore di trasmissioni autoprodotte.

Esecutivo Usigrai

Ustica, Usigrai e Fnsi: no a interferenze su programmazione Rai

Tutti gli anni, puntualmente, alla vigilia dell’anniversario della Strage di Ustica ricominciamo gli attacchi e i tentativi di delegittimazione nei confronti dei giornalisti. 

A 40 anni di distanza, ancora c’è chi ha paura della verità. 

2 anni fa, aprimmo il congresso dell’Usigrai andando al Museo della Strage, a rendere omaggio alle 81 vittime, e a promettere loro e ai loro familiari – rappresentati da Daria Bonfietti – che avremmo sempre sostenuto la lotta per la verità. 

Il primo modo per farlo è difendere la libertà dei giornalisti di indagare, scavare, denunciare.

Un impegno che ribadiamo oggi con forza, respingendo al mittente ogni tentativo di bavaglio, fino a che non sapremo – come ci disse quel giorno Daria Bonfietti- “chi ha potuto abbattere un aereo civile in tempo di pace”.

L’Usigrai, insieme alla Fnsi, si opporrà in ogni sede a qualunque interferenza sulla programmazione già decisa dalla Rai.

Vittorio di Trapani segretario Usigrai

Siamo alla privatizzazione strisciante

Un terzo della produzione affidato all’esterno. Siamo alla privatizzazione strisciante.
Lo dimostrano dati e cifre pubblicati oggi dal Fatto Quotidiano.

Finalmente iniziano a uscire le prove dello strapotere di agenti, società di produzione e agenzie di comunicazione e pubbliche relazioni, che ormai determinano i palinsesti della Rai.

Se davvero si vuole rendere la Rai una casa di vetro, a partire da bilanci trasparenti e sani, bisogna partire da qui.

Nessuno pensi di far pagare ai dipendenti Rai il conto di questa privatizzazione di fatto.

Esecutivo Usigrai

Cpo Usigrai: serve salto qualità su violenza donne

“La Rai mantenga gli impegni assunti in occasione dello scorso 25 novembre  – giornata internazionale contro la violenza sulle donne – e imprima su questo tema un salto di qualità in tutti i programmi e in ogni spazio informativo.”

La cronaca, anche quella giudiziaria, non è neutrale. Il modo di raccontarla ha effetti importanti sulla vita sociale e culturale di un paese. Soprattutto se a raccontarla è il servizio pubblico in uno dei suoi programmi più seguiti. Come dimostrano una volta di più le polemiche sull’ultima puntata di Storie maledette, in cui l’autrice e conduttrice Franca Leosini ha narrato la delicata vicenda di Sonia Bracciale, accusata di essere la mandante dell’uccisione del marito denunciato per maltrattamenti.

A fare scalpore, i passaggi in cui la conduttrice si rivolge a Sonia Bracciale e le dice che “è colpa sua se le ha rotto il naso, come di tutte le donne che non lasciano i mariti violenti”, e ancora “se la massacrava di botte qualche colpa l’aveva”.

Leosini ha chiarito, in una successiva intervista a Maria Corbi sulla Stampa, che non intendeva dire che la responsabilità della violenza subita è delle donne. Ha spiegato che quelle frasi non andavano prese alla lettera, che erano da considerare un consiglio più che un rimprovero e che erano state utilizzate in un “contesto colloquiale”. Infine ha ricordato le sue battaglie, anche personali, e ha aggiunto di essere sempre stata dalla parte delle donne.

Tutto chiarito, dunque? Purtroppo no. Perché resta un modo di raccontare che, per l’appunto, può essere troppo facilmente frainteso e ferisce non soltanto le donne che vivono situazioni di violenza, ma tutte coloro che si impegnano quotidianamente per contrastare il fenomeno.
Resta un linguaggio pieno di stereotipi, svilente dell’immagine delle donne, in netto contrasto con quanto previsto dal contratto di servizio. E dispiace che a utilizzarlo sia una conduttrice che è sempre stata dalla parte delle donne. Il fatto è che non bastano i buoni propositi, quando si conduce un programma del servizio pubblico. Servono rigore e rispetto delle regole.

Come giornaliste e giornalisti della Rai Servizio pubblico, ci sentiamo parte in causa. Visto che nel nostro contratto è stato inserito il Manifesto di Venezia che indica in modo chiaro come raccontare in modo corretto la violenza contro le donne.

Chiediamo che l’Azienda tenga fede a quanto i suoi vertici hanno affermato nella giornata del 25 novembre, impegnandosi nel contrasto alla violenza di genere davanti alla platea dei e delle dipendenti. Parole che abbiamo molto apprezzato. Purché non restino soltanto parole. 

Cpo Usigrai

Da Viale Mazzini fanno trapelare slogan, peseremo i fatti

Fa piacere leggere grande dinamismo dell’Amministratore Delegato, e anche un rinnovato interesse per le risorse interne.

Per quel che riguarda le risorse interne, la prova è alle porte: dai palinsesti capiremo se è l’ennesimo slogan o finalmente si fa sul serio.

Al momento noi continuiamo a leggere che le carte le danno agenti, società di produzione, e in qualche caso società di comunicazione e pubbliche relazioni.

Sui grandi piani di intervento, ancora un volta non leggiamo nulla sull’informazione.
Eppure ci sono emergenze assolute da affrontare.
A partire da un piano web fermato e lasciato arenare senza risorse.
Così come sul rispetto dei valori e degli impegni del Contratto di Servizio, c’è una comoda distrazione.

Non vorremmo essere di fronte ad annunci fatti trapelare per dimostrare di essere ancora in sella più che per guidare davvero la Rai verso una trasformazione che abbiamo sollecitato più volte durante l’emergenza covid.

Segnaliamo infine che mentre l’Ad annuncia un rinnovato confronto con le istituzioni per il Contratto di Servizio, in parlamento stanno per togliere alla Rai altre decine di milioni di euro.

Non è che – a dispetto degli slogan – la grande rivoluzione Rai la dovranno pagare lavoratrici e lavoratori con i propri posti di lavoro?

Esecutivo Usigrai

Solidarietà alla collega Erika Crispo

Solidarietà e vicinanza alla collega della Rai Erika Crispo, pesantemente minacciata dopo la messa in onda del servizio sul parco acquatico di Rende, nel tg delle 14 di oggi.
Frasi come “non sai con chi hai a che fare”, “ti vengo a prendere a casa”, “sei una testa di c…”, “sei una cretina”, pronunciate nel corso di una telefonata dal responsabile tecnico della società che gestisce la struttura non possono essere tollerate.

Il CdR della TgR Rai della Calabria, tutta la redazione e l’Esecutivo Usigrai le condannano con forza.
Non si possono accettare minacce e intimidazioni.

Erika Crispo e tutti noi continueremo a svolgere il nostro lavoro con professionalità, attenzione e coraggio, raccontando quello che accade senza censure.

CdR TgR Rai Calabria
Esecutivo Usigrai

Palinsesti occasione stop a strapotere agenti

È questo il momento in cui un vertice sceglie tra le risorse interne e lo strapotere di agenti e società di produzione.

In queste settimane in cui si stanno definendo i palinsesti è la fase nella quale il vertice Rai deve passare dalle parole ai fatti.

Le tante, belle, ma anche facili, parole sulle professionalità interne spese a profusione dal vertice aziendali poi si pesano al momento delle scelte: ovvero ora che si decide cosa andrà in onda in autunno.

Solo così sapremo se ancora una volta a deciderlo saranno agenti e società di produzione, o se ci sarà una svolta con la tante volte annunciata valorizzazione delle risorse interne.

Voglio ricordare, prima di tutto al vertice, che se in questi mesi di emergenza la Rai ha saputo dimostrare di essere un presidio imprescindibile è stato proprio grazie alle lavoratrici e ai lavoratori dell’azienda che ancora una volta hanno dimostrato la loro eccelente professionalità e lo straordinario senso del dovere.

Vittorio di Trapani
Segretario Usigrai

A qualcuno dello Sport interessa?

Sport, solidarietà e Festa della Repubblica.

Evidentemente tutti temi dai quali escludere Rai Sport.

Martedì 2 giugno alle ore 21.25 su Rai 1 andrà in onda “Non mollare mai – Storie tricolori”, una bellissima festa con tutto il mondo dello sport italiano per raccogliere fondi per la Croce Rossa italiana.

Ma la Rai decide di far fuori da questo evento la propria testata sportiva.

Ma se a Viale Mazzini qualcuno ha deciso di chiudere Rai Sport, non sarebbe più onesto dichiararlo apertamente?

Delle tante parole spese ormai ci interessa poco.

Contano i fatti.

E sono questi:

Festa del 2 giugno? Rai Sport tagliata fuori.

Si discute di calcio in chiaro sulle pay tv? Azienda muta nonostante i gravi danni che subirebbe.

Due mesi di lockdown? Rai Sport unica testata chiusa.

E il Direttore di Rai Sport? Non pervenuto.

A qualcuno dello Sport interessa? Ormai si è deciso che debba essere una questione solo delle tv private? Magari trasformate in tv “free-pay”: dove il pay è a carico dei cittadini, il free è il pubblico decuplicato che si regala loro, mandandole in chiaro.

Il Cdr e Fiduciario di Milano Rai Sport

Inaccettabili attacchi ai giornalisti mentre svolgono il loro lavoro

La stampa non può essere zittita.

E’ inaccettabile che in un paese dove vige l’art. 21 della Costituzione ogni giornalista, nell’esercizio proprio del proprio lavoro di informare i cittadini, si occupi della gestione del Covid 19 nella Regione Lombardia venga attaccato, vilipeso o che addirittura se ne chieda la rimozione come nel caso di Federica Sciarelli a “Chi l’ha visto?”.

Fnsi e Usigrai sono accanto a tutti i colleghi, i quotidiani, le testate e le trasmissioni che stanno subendo questi attacchi strumentali. E si augurano inoltre che il Presidente del Consiglio Conte non si ripeta nell’insolentire, invitandolo a fare il ministro – ogni giornalista che pone liberamente domande a lui non gradite come avvenuto l’ultima volta anche con il collega Ciapparoni.

Claudio Ferretti, e il racconto dello sport cambiò

di Carlo Paris

Claudio Ferretti divenne il mio capo allo sport del Tg3 dopo Biscardi che ci aveva lasciati per andare a Tele+. Il cambio fu tanto radicale che all’inizio avemmo qualche timore. Nel giro di qualche settimana passammo dallo sport visto in chiave nazional popolare del Processo del Lunedì, ad un racconto dello sport più in chiave sociale e culturale. Inizialmente non fu facile. Io stesso ebbi qualche dubbio poi cominciò questa nuova avventura. Nacquero pagine molto belle e nuove che ci portarono a raccontare le gesta dei campioni contestualizzate nella vita del Paese.

Portò al Tg3 Enrico Lucci e Sigfrido Ranucci convinto com’era che lo sport andasse raccontato in modo diverso.

ferretti

Claudio aveva ereditato il mestiere di giornalista da suo padre Mario che, attraverso la radio, narrò le gesta di Fausto Coppi. Sua fu la definizione “ un uomo solo al comando”. Claudio divenne anche lui celebre voce di Tutto il calcio minuto per minuto”.

Ma lo sport gli stava stretto e dopo anni passo alla redazione cultura del Tg3. Poi il ritorno allo sport nel 1993. Per certi aspetti avevamo una visione molto simile della televisione e del giornalismo con alcune differenze che ci portarono ad accalorate discussioni davanti ad un amatriciana e qualche bicchiere di buon vino.

Se qualche volta ti ho deluso prova a perdonarmi.

Ancora continuo a credere che lo sport sia non solo il gesto tecnico, non solo tattica e schemi ma anche e soprattutto spettacolo, cultura, storia, etica, impegno sociale.

Quando fui nominato direttore di Rai Sport provai ad inserire nel mio piano editoriale alcuni dei tuoi insegnamenti. Spero che qualcuno in Rai tiri fuori dalle teche alcuni tuoi programmi come “Anni di sport“.

Spero che il tuo stile venga trasmesso nelle scuole di giornalismo, sarebbe molto utile.
Se fossimo in osteria ti racconterei di questa mia avventura a Gerusalemme.

Una preghiera per il tuo futuro cammino.

Vicini a colleghi Ansa, la lotta non è finita

Oggi, dopo 2 giorni di sciopero, torna il servizio dell’agenzia di stampa Ansa.

Ma la lotta non è finita.
Anzi, proprio oggi che torna il loro servizio dobbiamo ricordare quanto sia prezioso il lavoro dei colleghi e quanto sia pericoloso il piano presentato dall’azienda.

Ancora una volta gli editori pensano di scaricare i (presunti) problemi di bilancio sui redattori, ancor di più sui più deboli, ovvero sui collaboratori e sui precari dell’agenzia.

Come Usigrai esprimiamo a nome delle giornaliste e dei giornalisti della Rai la piena solidarietà e la massima vicinanza.

Saremo al fianco dei dipendenti dell’Ansa per tutte le iniziative che, insieme alla Fnsi, si metteranno in pratica.

Ci auguriamo che alle parole del Presidente del Consiglio dei Ministro Giuseppe Conte seguano atti concreti del governo.

Esecutivo Usigrai

 

Su Giusto contratto atto di giustizia dal cda Rai

Un atto di giustizia per centinaia di colleghe e colleghi che da anni aspettavano il giusto contratto giornalistico.

Oggi il CdA ha dato finalmente il via libera definitivo al riconoscimento del contratto giornalistico per tutti coloro che si sono candidati e hanno i requisiti previsti dall’accordo dello scorso luglio.

È una vittoria collettiva di una lotta per i diritti iniziata anni fa, della quale l’Usigrai è profondamente orgogliosa.

Ancor di più in un momento di crisi, la nostra priorità è stata l’inclusione e l’ampliamento dei diritti.

Un grazie alla Fnsi, il cui sostegno è stato imprescindibile.

E un plauso, su questo, all’Amministratore Delegato e al CdA che hanno creduto in questo progetto e lo hanno portato a termine.

A riprova che il dialogo sindacale è la strada per una azienda più sana e più giusta.

Esecutivo Usigrai