Vicini alla famiglia di Antonio Megalizzi

L’Usigrai si stringe attorno alla famiglia per la morte di Antonio Megalizzi.

Giovane reporter radiofonico che raccontava – senza pregiudizi – il cammino faticoso di un’Europa che prova a scrivere di nuovo un racconto fatto di tante diversità.

La furia del terrorismo lo ha ucciso, la paura del confronto lo ha strappato alla sua famiglia.

Antonio Megalizzi era uno dei tanti volti della giovane Europa, cresciuta nei valori dell’incontro e del confronto, cuore mai spezzato delle nostre speranze future.

L’esecutivo Usigrai

Governo del cambiamento o della continuità?

Preoccupanti le parole del vice presidente del Consiglio e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio oggi in Vigilanza sul canone.

Basta con questa storia dell’extragettito: quello non è gettito nuovo, ma semplicemente il recupero – dopo anni di evasione al 27% – di soldi che spettavano alla Rai Servizio Pubblico.

Abbiamo contestato il governo Renzi per aver ridotto il canone, non cambiamo idea oggi: una ulteriore riduzione sarebbe un colpo durissimo alla possibilità della Rai di investire, di regolarizzare i tanti che lavorano come giornalisti senza il contratto giornalistico che gli spetta. Oltre a creare gravi rischi per l’occupazione.

Esecutivo Usigrai 

Cdr Gr Rai, Gr Parlamento e Usigrai con Radio Radicale

Ogni voce, tassello di stampa libera e democrazia, va sostenuta con forza. Per questo la nostra solidarietà va ai colleghi di Radio Radicale che subiscono una riduzione dei finanziamenti pubblici e saremo al loro fianco, insieme alla Fnsi, per ogni iniziativa a loro sostegno.

Intendiamo ricordare che l’informazione sui lavori delle Aule e Commissioni Parlamentari è la mission che in Rai e nella nostra testata svolge Gr Parlamento, con un Palinsesto interamente dedicato al lavoro delle Istituzioni. Con trasparenza sull’operato della politica e garanzia di pluralismo.

Per questo chiediamo un immediato rilancio del Canale Istituzionale Rai, attraverso risorse adeguate al delicato e prezioso ruolo di Servizio Pubblico che l’Azienda è chiamata a garantire.

Cdr Giornale Radio – Gr Parlamento
Esecutivo UsigRai

Editoria: no precariato, Usigrai con Fnsi e OdG lunedì al Mise

Con la Fnsi e l’OdG, lunedì davanti alla sede del Mise per la libertà di stampa e contro il precariato.

Il taglio del fondo per il pluralismo annunciato dal governo colpirà i più deboli, colpirà i piccoli giornali, sarà un colpo duro all’occupazione.

E ogni voce indebolita o spenta nell’informazione è un danno alla democrazia.

Per l’art.21 della Costituzione non è solo una dichiarazione di principio: è un impegno dello Stato a rendere possibile quella libertà di espressione.

Per queste ragioni l’Usigrai sarà al fianco della Fnsi e dell’OdG davanti al Mise, e lo farà con una delegazione di giornalisti Rai che lavorano nelle reti e nelle
testate senza il riconoscimento del Contratto giornalistico e che quindi attendono da anni il “giusto contratto”.

L’Esecutivo Usigrai

Solidarietà a Giorgia Rombolà

Il CDR di Rainews24, l’UsigRai e la FNSI esprimono la loro totale solidarietà alla collega Giorgia Rombolà, vittima di insulti e minacce dopo aver raccontato sui social network quanto accaduto nella metroplitana di Roma. Prima ancora che come giornaliste e giornaliati lo dichiariamo come cittadine e cittadini di questo paese: quello di Giorgia è un atto che avremmo potuto e dovuto compiere anche noi. Lo avrebbe compiuto chiunque avesse a cuore lo stato di diritto: nulla, nessun reato, legittima la giustizia fai da te, i linciaggi, le botte. I toni degli attacchi sono allarmanti, carichi di odio, violenti, sessisti, contro Giorgia come persona e come giornalista, e dovrebbero far riflettere sui pericoli che l’uso strumentale delle tensioni sociali può comportare.

Sarebbe opportuno, per il bene complessivo della nostra comunità nazionale, che chi è chiamato ad essere classe politica e dunque dirigente del Paese evitasse quel linguaggio dell’odio che certamente contribuisce al proliferare di atteggiamenti come quelli visti e subiti dalla nostra collega.

Il rispetto della legge e dello stato di diritto, così come la consapevolezza che nessuno è al di sopra della legge, sono principi che oggi più che mai vanno difesi. Per questo siamo al fianco di Giorgia e degli altri colleghi che quei principi e quei diritti difendono ogni giorno con il loro lavoro.

Ostia, confermata la condanna a Roberto Spada. Fnsi, Cnog e Usigrai: “Accanto ai colleghi nella battaglia per la legalità”

La prima sezione penale della corte d’appello di Roma ha confermato la sentenza con la quale il 18 giugno scorso Roberto Spada, esponente di spicco dell’omonimo clan, è stato condannato dal tribunale a sei anni di reclusione per l’aggressione al giornalista di ‘Nemo’ Daniele Piervincenzi e al cameraman Edoardo Anselmi, avvenuta a Ostia il 7 novembre del 2017. Il collegio, presieduto da Bruno Scicchitano, ha mantenuto invariate le accuse di violenza privata e lesioni personali aggravate dal metodo mafioso.

«La conferma della condanna è la riprova che a Roma la mafia esiste e che bene hanno fatto e fanno i giornalisti della Capitale a denunciarne i traffici, gli abusi e i soprusi. Dobbiamo tutti essere riconoscenti a questi colleghi che, pur di onorare il loro impegno con i cittadini, hanno dovuto subire e subiscono insulti e minacce», commentano Federazione nazionale della Stampa italiana, Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e Usigrai.

«È anche la conferma – proseguono – che i cronisti che svolgono il loro lavoro con ‘la schiena dritta’ possono vincere la battaglia per la legalità contro chi vorrebbe ridurli al silenzio con la violenza. Gli organismi della categoria sono e saranno al loro fianco in questa battaglia, dentro e fuori le aule di tribunale. Un grazie, infine, a Daniele Piervincenzi ed Edoardo Anselmi e all’avvocato Giulio Vasaturo, che ha seguito la costituzione di parte civile di Fnsi e Ordine».

Oltre a sindacato e Cnog, erano parti civili nel procedimento anche Regione Lazio, Campidoglio, Libera, Associazione Caponnetto e le due vittime dell’aggressione. Spada era collegato in videoconferenza dal carcere di Tolmezzo, dove è detenuto in regime di alta sorveglianza.

La sua condotta, ha detto in sede di requisitoria il sostituto procuratore, Vincenzo Saveriano, «è stata una condotta tipicamente connotata dal metodo mafioso. Spada si è comportato in quel modo perché si trovava nel suo territorio, ha agito indisturbato in spregio alle più elementari regole del vivere civile, con la connivenza della popolazione». Tutte circostanze che, a parere del rappresentante della pubblica accusa, dimostrano come «in quel quartiere il clan Spada potesse contare sull’omertà dei cittadini».

Quella compiuta da Spada fu «un’azione talmente significativa ed emblematica – ha ribadito Saveriano – che nella sua ottica doveva servire come lezione per scoraggiare chiunque avesse voglia di andare in quella zona di Ostia a dare fastidio con domande inopportune».

(Articolo tratto dal sito della Fnsi).

Spercoppa, per la Lega Calcio i soldi contano più dei diritti civili

Per la Lega Calcio i soldi contano più dei diritti civili.

Avevamo chiesto di fermarsi, di non andare a giocare in Arabia Saudita. Ma niente.

I milioni di euro messi sul piatto dal regime saudita hanno convinto il calcio italiano a girarsi dall’altra parte.

A ignorare le notizie sul brutale assassinio del giornalista Jamal Khashoggi che chiamano in causa il principe ereditario saudita, che molto probabilmente sarà anche presente allo stadio per assistere alla partita.

Ecco come il calcio italiano onora la Dichiarazione universale dei diritti umani alla vigilia del suo 70esimo anniversario.

A questo punto chiediamo un incontro urgente ai vertici della Rai, titolare dei diritti.

Ricordiamo che il Contratto di Servizio impegna noi tutti alla diffusione dei valori del rispetto della dignità umana e della nostra Costituzione.

Esecutivo Usigrai

Cinque pachine rosse nelle sedi Rai

La cronaca ci dimostra tutti i giorni che la violenza sulle donne è un’emergenza mondiale. Un male assoluto che si deve combattere anche con una grande rivoluzione culturale. I giornalisti Rai lo fanno quotidianamente, con servizi e trasmissioni, ma in occasione del 25 Novembre, Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, anche con un simbolo, quello delle panchine rosse. Ieri sono state installate 5 panchine rosse nelle sedi RAI di Viale Mazzini, Asiago, Teulada, DEAR e Saxa Rubra. Un’iniziativa delle CPO Rai e Usigrai, sostenuta dalle Risorse Umane e Organizzative dell’Azienda.

Le panchine rosse negli ultimi anni sono diventate un simbolo importante di sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne, in vari siti, dai parchi ai luoghi pubblici, dalle università alle sedi di lavoro in tutto il territorio nazionale.

In RAI, negli anni scorsi, erano già state installate due panchine a Torino nelle sedi di Via Cavalli e di Via Verdi.

Le nuove panchine sono state fornite dal CPTV di Roma, e dipinte dal Maestro Gennaro Scarpellino, dalle decoratrici della Rai Michela Cirino e Laura Segatori e da due classi di scuole romane.

Il lavoro congiunto delle Cpo Rai e Usigrai continua. Dopo l’introduzione, un anno fa, delle Norme di Comportamento Anti Molestie sul Luogo di Lavoro, un vero e proprio codice anti molestie che pone la nostra azienda all’avanguardia in Europa, le due Commissioni Pari Opportunità stanno lavorando all’introduzione del/della Consigliera di Fiducia. Sarà una figura esterna all’azienda, altamente specializzata nel campo delle molestie e delle pari opportunità, che avrà il compito di raccogliere le denunce dei/delle dipendenti e supportarli/e cercando di risolvere i loro problemi prima di tutto all’interno dell’Azienda, garantendo il rispetto del l’anonimato, ma eventualmente anche in via giudiziale.

Piergiorgio Giacovazzo
Cpo Usigrai

Nomine dimostrano che dirigenza ha corto respiro

Positivo ovviamente che sia stato finalmente assegnato un Direttore a Rai Sport. Ora ci auguriamo che vengano assicurate anche le risorse e gli investimenti necessari al rilancio della testata.

Su Rai Parlamento, ci chiediamo se sia già stata offerta alla Direttrice uscente, Nicoletta Manzione, una collocazione alternativa. Che ad oggi ancora non ci risulta proposta a Montanari e Colucci, oltre che a Orfeo e Maggioni.

Sulle reti, lascia basiti la scelta di affidare la direzione a un pensionato che potrà guidarla al massimo per un anno.

Una scelta incompresibile, offensiva nei confronti di tutti gli altri dipendenti in servizio.

Per di più ancora un cambio di direttori fatto senza piano industriale, senza piano editoriale e alla vigilia dei piani su reti e testate che dovranno essere fatti entro marzo.

Il quadro che emerge è di un gruppo dirigente di corto respiro, ormai da 4 mesi impegnato a spartire poltrone più che a costruire il futuro della Rai Servizio Pubblico.

Esecutivo Usigrai

No alla finale in Arabia Saudita. Juve e Milan rispondono all’Usigrai

Noi non molliamo: continuiamo a chiedere alla Lega Calcio, alla Juventus e al Milan di ripensarci, di non giocare in Arabia Saudita la finale della Supercoppa italiana.

Dopo le notizie pubblicate dalla stampa americana sulle indagini della Cia in merito all’assassinio del giornalista Khashoggi che chiamano in causa direttamente il principe ereditario saudita, sarebbe ancor più grave e un colpo a chi crede nella libertà di stampa.

Lo ha ribadito l’Esecutivo Usigrai durante l’assemblea a Campobasso con la redazione della TgR Molise, nell’ambito del giro per la presentazione del Contratto di Servizio.

Abbiamo scritto alla Lega, a Juventus e Milan, e all’Aic (Associazione italiana calciatori).

La settimana prossima inconteremo a Milano il Presidente della Lega Miccichè per esporre la nostra preoccupazione.

Con grande prontezza ci ha risposto la Juventus, che – “pur comprendendo pienamente la vostra critica e il vostro disagio” – ci rimanda alla Lega, unica titolare della decisione.

Così come alla Lega ci rimanda anche il Milan.

Per correttezza e completezza, rendiamo note le lettere di risposta.

Al momento nessun segnale dall’Aic. Ma siamo fiduciosi in una risposta.

Esecutivo Usigrai

> La lettera di Andrea Agnelli (Juventus)

> La lettera di Paolo Scaroni (Milan)

La ‘Nuova Rai’ ha problemi con l’articolo 21 della Costituzione?

La replica della Rai sulla libertà di stampa è semplicemente sconcertante.

Il servizio pubblico, più di qualsiasi altra impresa, ha il dovere di ricordare e onorare la Costituzione, come per altro prevede lo stesso contratto di servizio che la vincola per i prossimi 10 anni. Garantirlo e assicurarlo invece nel lavoro quotidiano dei propri dipendenti non è che atto dovuto e insito ad ogni istituzione democratica.

La “Nuova Rai” ha quindi dei problemi con l’Articolo 21 della Costituzione? Ci auguriamo di non dover prima o poi ricorrere ad una segnalazione al Quirinale o alle Autorità di Garanzia.

Ci fa piacere la solidarietà espressa alla collega Mariagrazia Mazzola che ieri ha visto riconosciuta l’aggravante mafiosa per i suoi aggressori in relazione ad un episodio del febbraio scorso  quando al suo fianco non c’era l’azienda ma i vertici sindacali di Usigrai e Fnsi, gli stessi che le saranno accanto costituendosi parte civile al processo come fatto in tutti gli episodi simili ai danni di tutti i colleghi minacciati. Quindi dopo l’espressione di questa vicinanza  siamo sicuri che l’azienda voglia concedere il patrocinio a tutti i colleghi minacciati, compresi quelli che hanno un contratto di collaborazione.    

Nella risposta aziendale stupisce

il silenzio su Federico Ruffo, forse per l’imbarazzo di non poter spiegare come mai anche lui – come altre decine-  ancora senza il giusto contratto giornalistico.

E nel frattempo Daniele Piervincenzi e Edoardo Anselmi, presi a testate a Ostia, mentre lavoravano per la Rai,  continuano a lavorare non rientrando nemmeno tra i precari dell’Azienda.

 

Usigrai e Fnsi

Ostia, Fnsi e Usigrai accanto a Ruffo e Report per tutela legale

Chi vuole far tacere l’informazione libera? Quarta aggressione ad Ostia ai danni di un giornalista.

La solidarietà di Fnsi e Usigrai al collega Ruffo (Report) vittima di minacce, intimidazioni e di un attentato per fortuna fallito: si indaghi sui mandanti delle campagne d’odio via web, urgente un incontro in prefettura a Roma per affrontare l’emergenza.

La Federazione Italiana della Stampa (Fnsi) e il sindacato dei giornalisti Rai (Usigrai) denunciano il gravissimo ed inaccettabile episodio che ha visto vittima il collega di report Federico Ruffo, protagonista di un’inchiesta sulle infiltrazioni della ‘ndrangheta nelle curve della Juventus.  Ieri ignoti hanno tentato di incendiare la casa di Ostia dove il giornalista vive insieme alla famiglia, disturbati dai cani, prima di scappare dallo stabile hanno disegnato una croce rossa sul muro accanto alla porta.

Già prima della messa in onda del servizio, la Federazione Nazionale Stampa Italiana aveva sottolineato che l’inchiesta di Report condotta da Ruffo stava già scatenando le reazioni tipiche di quando si toccano affari sporchi.

Fnsi e Usigrai si schierano al fianco di Federico Ruffo, autore dell’inchiesta, del curatore Sigfrido Ranucci, e di tutta la redazione di Report e mettono a disposizione tutti i propri strumenti legali a loro tutela.

Fnsi e Usigrai chiedono  alla rai e alle autorità, ciascuno per le proprie competenze, la massima attenzione, vigilanza e protezione per fare muro di fronte alle minacce di ogni tipo: si invita la polizia postale ad indagare al piu’ presto sui mandanti di una campagna d’odio cominciata da tempo via web ai danni della trasmissione di Raitre, la prefettura di Roma ad accogliere al piu’ presto un incontro per affrontare l’emergenza crescente delle minacce ai giornalisti impegnati a far luce sulle piaghe del nostro paese e i giornalisti tutti a far quadrato attorno ai colleghi anche riprendendo e rilanciando le loro inchieste.

Fnsi e Usigrai si faranno promotori, quanto prima di una manifestazione al fianco dei colleghi e della cittadinanza di ostia: quella a Federico Ruffo è infatti la quarta aggressione ai danni di un cronista che avviene in questo territorio dopo quelle a Federica Angeli, Daniele Piervincenzi e Giorgio Mottola.

Fnsi e Usigrai