Coronavirus, Usigrai: bene task force contro fake news

Positiva l’istituzione di una task force per il contrasto alle fake news annunciata oggi dall’Amministratore Delegato Fabrizio Salini.

Del resto, si tratta di un obbligo imposto dal Contratto di Servizio che impone alla Rai di “attivare strumenti” contro le bufale.

Oggi più che mai è utile un “osservatorio permanente” – come quello affidato ad Antonio Di Bella -, e mettere in campo iniziative di promozione e di sensibilizzazione contro le fake news e per l’uso di strumenti di fact-checking.

Ancor di più ora che l’attualità impone un rigorosa verifica delle informazioni di tipo medico scientifico.

Speriamo che nessuno voglia frenare questa idea della Rai, paventando inesistenti rischi per l’autonomia per le testate, visto che si tratta di una iniziativa di coordinamento, e non certo di controllo, nell’interesse di tutti di smascherare bufale e assicurare una informazione corretta.

Esecutivo Usigrai

Inaccettabile che Conte affidi le sue comunicazioni a piattaforme private

La crisi epocale che sta vivendo l’Italia richiede il massimo della responsabilità da parte di tutti.

Ognuno nel proprio ruolo.

Oggi più che mai da parte del governo serve trasparenza, soprattutto visti gli importanti provvedimenti di limitazioni alla libertà che sta adottando.

Per questo riteniamo inaccettabile che il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte affidi le sua comunicazioni a piattaforme private, e senza possibilità di porre domande da parte dei giornalisti.

Oggi più che mai chi ha la responsabilità di guidare il Paese in questa fase ha anche il dovere di rispettare il diritto costituzionale dei cittadini a essere informati, previsto dall’art.21, e ha quindi il dovere di consentire ai giornalisti di poter svolgere pienamente il loro lavoro di porre domande e informare.

Per questo chiediamo a Conte di non limitarsi più a comunicazioni al Paese – men che meno usando piattafome private – ma di convocare conferenze stampa, seppur con modalità che garantiscano il rispetto delle norme di sicurezza in vigore.

Esecutivo Usigrai

Addio a Gianni Mura, né semplice né allineato

di Paolo Maggioni

Mi viene in mente l’inizio di quella meravigliosa canzone di Ivano Fossati: “Per niente facili, uomini sempre poco allineati”. Perché ai miei occhi, Gianni, non sei mai stato né semplice, né tantomeno allineato. Anzi, mettevi perfino un po’ di soggezione.

A diciannove come a trentacinque anni, la stessa. Ma non hai mai negato un’intervista, un incontro, una critica (tante), una carezza (il giusto).

Sei stato, semplicemente, il migliore di tutti noi. Uno di quelli che riconosci per la penna, e non perché c’è il nome scritto grande e grosso in testa all’articolo. Uno che, usando una tua metafora, sfornava pezzi da chef a ritmo da pizzeria. Grazie per aver difeso il tuo tempo in un mondo che stava cambiando.

Grazie per aver raccontato, con la stessa dignità, brigate di grandi stellati e di semplici osterie. Grazie per aver reso la narrazione del vino davvero potabile. Grazie per aver sempre setacciato il volto umano del pallone, e per aver sgonfiato tanti palloni gonfiati. Non dimenticherò le volte in cui sono passato a trovarti al giornale. Non fumavo, ma vederti raccontare dietro la nube della tua ventiseiesima sigaretta aveva molto di rassicurante.

gianni_mura

E’ stato un piacere ascoltarti. Come quella volta che parlando di ciclismo mi dicesti che la cosa più bella non è la vittoria, o la salita. La cosa più bella è quando il corridore stacca tutti e se ne va via, in fuga. Cercherò di tenerlo a mente sempre, non solo guardando le corse. Come amavi chiudere i tuoi pezzo, caro Gianni, sia lieve la terra. E grazie

#GianniMura

Rai, Usigrai: convocare il Tavolo per il Sociale per rivedere i palinsesti

Oggi più che mai il ruolo sociale della Rai Servizio Pubblico diventa cruciale.

Restiamo a casa. Ma c’è un mondo per cui questo vuol dire ulteriori difficoltà.

Bene hanno fatto i Consiglieri di Amministrazione della Rai, Riccardo Laganà e Rita Borioni, a ricordarlo ieri.

A loro aggiungo la mia voce con una proposta: è questo il momento di convocare il Tavolo per il Sociale.

Un momento di confronto con tutto il Terzo Settore per ascoltare le esigenze di realtà verso le quali la Rai ha la più grande responsabilità sociale.

Dal Tavolo possono nascere idee preziose per introdurre subito novità di palinsesto in questa direzione.

È anche così che si valorizza la coesione sociale, pilastro del Contratto di Servizio.

Vittorio di Trapani
Segretario Usigrai

26 anni dall’omicidio Alpi-Hrovatin, Fnsi e Usigrai: «Noi non archiviamo»

ilaria_miran«Oggi, 20 marzo 2020, saranno passati 26 anni dall’omicidio di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Anni in cui depistaggi e omissioni hanno impedito di raggiungere verità e giustizia.

Nei prossimi giorni scadranno gli ulteriori sei mesi di proroga delle indagini disposti dal gip di Roma per nuovi accertamenti.

L’avvocato Giulio Vasaturo, che ha curato la costituzione di “parte offesa” nel procedimento di Fnsi e Usigrai, d’intesa con il Cdr del Tg3, afferma che ci sono oggi nuovi elementi da tenere in considerazione e, soprattutto, che non è più tollerabile che siano ancora coperte da segreto le missive inviate da Mogadiscio nelle 48 ore successive all’omicidio, che molto probabilmente contengono elementi determinanti per ricostruire la catena del depistaggio.

Il 20 marzo non è solo un’occasione di commemorazione, ma anche e soprattutto di condivisione delle proposte di desecretazione fortemente sostenute non solo dai legali, ma anche da Mariangela Gritta Grainer, da sempre in prima linea in questa battaglia e portavoce del movimento #NoiNonArchiviamo. Un appello che continuiamo e continueremo a rivolgere a tutti coloro che hanno a cuore la ricerca di verità e giustizia in questo Paese».

Lo affermano, in una nota, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti, segretario generale e presidente della Federazione nazionale della
Stampa italiana, e Vittorio Di Trapani, segretario dell’Usigrai.

Mancato sblocco di 80 milioni, Di Trapani parla con Martella

Questa mattina il Segretario dell’Usigrai Vittorio di Trapani ha avuto un colloquio telefonico con il Sottosegretario all’Editoria Andrea Martella per il mancato sblocco degli 80 milioni previsti dalla legge di Bilancio per gli anni 2019 e 2020.

Il Sottosegretario ha ribadito la necessità di rafforzare il ruolo di Servizio Pubblico della Rai e ha confermato che porterà all’attenzione dell’Esecutivo la questione, tenuto conto anche dell’impegno straordinario richiesto all’emittenza pubblica in questa fase di emergenza per tutto il Paese.

Il Segretario dell’Usigrai ha sottolineato che pertanto il tema potrà essere affrontato già nelle prossime settimane per lo sblocco del provvedimento anche in sede parlamentare.

Rai penalizzata da governo che non sblocca 40 milioni per l’emergenza

La Rai ha diritto ad avere 80 milioni di euro per il 2019 e il 2020.

Ma il governo non solo non versa questi soldi che sono un diritto della Rai, ma decide di non sbloccarne neanche una tranche da 40 milioni in questa fase di emergenza.

È incomprensibile.

Continuare a penalizzare la RAI, sottraendole ulteriori risorse, anche in un momento come questo in cui il Servizio Pubblico sta riconfermando la necessità di garantire un’informazione adeguata e puntuale in linea con il contratto di Servizio Pubblico è inaccettabile.

Esecutivo Usigrai

La Rai si dia un assetto di emergenza riorganizzandosi come una squadra unica

La Rai non può inseguire il virus e arrivare a farsi dettare dal contagio come modificare i palinsesti. Non resta molto tempo.
Bisogna anticiparlo per tutelare la salute dei lavoratori e l’informazione del Servizio Pubblico.

Per questo il sindacato rilancia – con ancora più determinazione e urgenza – l’appello rivolto nei giorni scorsi ai vertici e ai direttori: per fronteggiare la più grave crisi del dopoguerra serve che la Rai si dia un assetto di emergenza riorganizzandosi come una squadra unica.

Solo così è possibile decongestionare le sedi Rai e organizzare squadre con turni che assicurino tempi per le sanificazioni e limitino al massimo le possibilità di contagio.

È questa la strada per conciliare l’inderogabile diritto alla salute dei lavoratori con il dovere – legale, civico e morale – della Rai Servizio Pubblico di continuare ad assicurare una informazione completa.

La Rai deve convocare un coordinamento editoriale per trovare una soluzione per fronteggiare l’emergenza e superare la crisi.

Una soluzione emergenziale – da condividere poi con la rappresentanze sindacali – con la speranza di tornare presto alla normalità, perché vorrebbe dire che l’Italia ha sconfitto il coronvirus e che la Rai Servizio Pubblico ha fatto la propria parte, con senso di responsabilità.

Esecutivo Usigrai

Coronavirus, Usigrai e Fnsi a Vespa: ‘Nessun complotto, regole uguali per tutti’

E’ inutile che Bruno Vespa si affanni a cercare presunti complotti, la realtà è molto più semplice: TUTTI i cittadini, quindi anche i giornalisti, gli artisti e i politici, sono uguali davanti alle regole e come tutti i cittadini anche Bruno Vespa e’ tenuto a rispettarle per senso civico.

Le misure precauzionali decise per il Paese e dall’Azienda sono a tutela della salute pubblica e della salute di tutti i dipendenti, compresi i suoi collaboratori e quanti sono entrati in luoghi e contatti – quelli frequentati da Zingaretti suo ospite – potenzialmente contaminati.

Ieri il Segretario Usigrai ha posto domande chiare su questi e non altri fantasiosi punti. Domande alle quali il Sig. Vespa non ha ancora risposto:

1- Vespa dice di essersi sottoposto volontariamente al tampone. Come ha fatto, visto che i protocolli prevedono il tampone solo per persone a contatto con contagiati e contemporaneamente con sintomi?

2- Se la quarantena è di 14 giorni, perché la tempistica preventiva che vale per tutti per lui dovrebbe essere diversa? E’ quarantena volontaria? Se così si assume lui la responsabilità d’essere potenzialmente contagioso per tutte le persone con cui viene a contatto? Luogo di lavoro compreso?

Il richiamo a rispettare le regole a tutela della salute pubblica e dei dipendenti e a null’altro si riferiscono le domande poste dal segretario dell’Usigrai. Ogni altra lettura non e’ che una irresponsabile speculazione a cui chiunque dovrebbe astenersi considerata la drammaticita’ del momento che il Paese attraversa, a maggior ragione chi ha ruoli di responsabilità.

Ci sono centinaia di persone che vorrebbero fare il tampone per tranquillizzarsi e per rassicurare anche i familiari conviventi, ma tutte si sono adeguate alle regole: si chiama rispetto e dovere civico a cui siamo tenuti tutti, anche gli artisti ben retribuiti.

Usigrai e Fnsi

Oxfam: la disuguaglianza si può combattere

Riconoscere e valorizzare le esperienze umane, professionali, imprenditoriali che abbiano lasciato un segno tangibile nel contrasto alle grandi disuguaglianze che attraversano il nostro tempo. Da qui nasce la 1a edizione del premio Combattere la disuguaglianza – Si può fare, ideato da Oxfam, in collaborazione con l’Associazione Alessandra Appiano – Amici di Salvataggio, e destinato a volontari, attivisti, narratori, giornalisti, comunicatori, associazioni e aziende, che con progetti, idee e lavoro si siano dedicati ad affrontare e raccontare la disuguaglianza, impegnandosi a correggere palesi storture e ingiustizie.

“Le disuguaglianze economiche, la mancanza di opportunità per i giovani, le nuove povertà caratterizzano le nostre società e sembrano mostri invincibili. Solo nel nostro paese basta ricordare che lo scorso anno l’1% dei più ricchi deteneva più di quanto posseduto dal 70% più povero. Siamo sicuri che moltissimi siano quotidianamente impegnati a rimuovere ostacoli, inventare alternative, dare voce ai più deboli per costruire un mondo più eguale. – ha detto il direttore generale di Oxfam Italia, Roberto Barbieri – Vogliamo premiarli e lo facciamo ricordando una nostra grande sostenitrice, Alessandra Appiano, che ha condiviso con noi proprio la battaglia all’ingiustizia della disuguaglianza e della povertà.”.

Il premio e le giurie
Il premio si articola in 3 sezioni:
Premio per la sezione Raccontare la disuguaglianza – sarà conferito al professionista della comunicazione, che abbia saputo raccontare la disuguaglianza, attraverso articoli, video, foto o qualunque altro strumento. La Giuria porrà particolare attenzione alla valutazione dell’impatto avuto rispetto alla situazione di partenza da quel racconto. Membri della Giuria della sezione: Camilla Baresani, scrittrice Roberto Natale, giornalista a capo d Responsabilità sociale RAI, Roberto Giovannini giornalista de La Stampa, per conto dell’Associazione Alessandra Appiano-Amici di Salvataggio Nanni Delbecchi, giornalista de Il Fatto quotidiano e Vito Oliva, giornalista, Mariateresa Alvino, media manager di Oxfam Italia.
Premio per la sezione Affrontare la disuguaglianza – sarà conferito all’operatore o associazione che abbia dimostrato, con il proprio impegno quotidiano, che la disuguaglianza si può combattere e che chi ne è vittima può emanciparsi;
Premio per la sezione Costruire alternative alla disuguaglianza – sarà conferito all’azienda che abbia dimostrato, con investimenti e l’avvio di progetti, che si possono promuovere modelli di produzione e crescita nel pieno rispetto e promozione dei diritti umani di tutte le comunità collegate al proprio business.
Membri della Giuria delle Sezioni: Leonardo Becchetti, professore ordinario di Economia politica – Università di Roma Tor Vergata, Riccardo Bonacina, giornalista e fondatore di Vita, don Antonio Rizzolo, direttore di Famiglia Cristiana, Mariateresa Alvino, media manager di Oxfam Italia, Giorgia Ceccarelli, Policy Advisor di Oxfam Italia, Marta Pieri, Corporate manager di Oxfam Italia.
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Le candidature dovranno essere presentate entro e non oltre il 10 aprile 2020, attraverso il sito di Oxfam Italia su https://www.oxfamitalia.org/premio-combattere-disuguaglianza/

La consegna dei premi è prevista per l’8 maggio 2020 a Firenze, in occasione dell’evento nazionale di Oxfam Italia, dedicato alla disuguaglianza

Sulle nomine lasciare fuori i partiti e loro appetiti

I partiti, e i loro appetiti, vanno messi alla porta.

Le indicazioni su nomine e cambi vanno cercate esclusivamente nei valori del Contratto di Servizio e nei risultati raggiunti.

L’Ad che propone le nomine e i Consiglieri che votano ora devono scegliere: sfamare i partiti o onorare il Contratto di Servizio.

Le nomine servono ad attuare politiche aziendali, non ad accontentare fame di poltrone dei partiti.

Per questo, qualunque decisione deve essere spiegata e spiegabile come attuazione concreta del piano industriale Rai e delle indicazioni dei valori del Contratto di Servizio.

Tutto il resto è partitocrazia che tradisce il Contratto di Servizio che sta asfissiando la Rai e che ucciderà il Servizio Pubblico.

Chi si assumerà questa responsabilità?
Chi risponderà del danno arrecato all’Azienda stessa, ai suoi dipendenti e ai cittadini?

Esecutivo Usigrai

‘Sabato 22 febbraio tutti per Patrick Zaki’

patrick_zaki“Forza Bologna!” è una delle poche frasi che Patrick Zaki, lo studente egiziano dell’università Alma Mater Studiorum attualmente detenuto in Egitto, è riuscito a pronunciare prima dell’udienza che sabato 15 ha purtroppo confermato la sua permanenza in carcere almeno fino al 22 febbraio.

Per questo Amnesty International Italia, Sport4Society, UsigRAI e Riccardo Cucchi, presidente del premio “Sport e diritti umani”, hanno rivolto un appello alla squadra e ai tifosi del Bologna affinché – dopo l’affettuoso augurio di pronto ritorno allo stadio pubblicato dall’account ufficiale Twitter della società – in occasione della partita interna con l’Udinese sia mostrata nel modo più visibile possibile solidarietà nei confronti di Patrick Zaki, esponendo striscioni come “Forza Zaky”, “Patrick libero” ecc.

>>> Leggi l’appello completo sul sito di Amnesty