Da Salvini e Di Maio distrazioni e non dichiarazioni sulla Rai

Più che dichiarazioni, sono distrazioni.
Pochi minuti dopo il voto della Vigilanza su Foa, i due vice premier hanno cominciato a esternare sulla Rai.

Che non siano dichiarazioni serie, ma solo esche per distrarre è dimostrato dalla imbarazzante quanto palese incoerenza.

Salvini scopre lo scandalo degli esterni, il giorno dopo aver assistito in silenzio complice all’assunzione del suo biografo ed ex direttore di Radio Padania.

Di Maio, invece, scopre l’urgenza di liberare la Rai dai partiti. Ma dopo averla occupata con il suo partito, in piena sintonia con l’alleato di governo.

Ma ora hanno l’occasione per smentirci: attendiamo l’annuncio della calendarizzazione urgente in aula dei disegni di legge che finalmente caccino dalla Rai sia i partiti che i governi.

Esecutivo Usigrai

Adesso ci aspettiamo le dimissioni di Foa da presidenza RaiCom

Ci aspettiamo le dimissioni di Marcello Foa in giornata.

Dopo il voto a larga maggioranza in Vigilanza, il presidente della Rai ha il dovere di uniformarsi al parere di incompatibilità rispetto alla presidenza di RaiCom.

Il pronunciamento di oggi è il risultato anche di chi – come il consigliere eletto dai dipendenti Riccardo Laganà, insieme alla Consigliera Rita Borioni – ha da subito denunciato l’incompatibilità.

Esecutivo Usigrai

Ennesimo attacco alle voci femminili dell’informazione

In una intervista trasmessa nel programma ‘L’Aria che tira’, in onda su La7, il presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana Gianfranco Micciché, intervistato sui vitalizi, non solo ha eluso le domande, ma ha pesantemente denigrato la giornalista Silvia Andretti, ridicolizzandola e facendo insinuazioni su una sua presunta relazione con Massimo Giletti, conduttore di un’altra trasmissione, ‘L’Arena’.

Espressioni inqualificabili e fortemente sessiste, oltre che false – “Pensa a Giletti, che è il tuo fidanzato” – che Micciché non avrebbe pronunciato se a porre le domande fosse stato un uomo.

Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e Giulia Giornaliste condannano il comportamento tenuto dal presidente Micciché, peraltro recidivo nei confronti della collega, teso a svalutare il suo lavoro in quanto donna; e segnalano, con preoccupazione, l’ennesimo attacco alle voci femminili dell’informazione, che lede la professionalità e la dignità di Silvia Andretti.

Solidarietà a Manuela Moreno

L’Usigrai esprime solidarietà alla collega Manuela Moreno, che ha appena presentato denuncia per le gravissime minacce ricevute via Instagram.

D’intesa con lei, abbiamo atteso la presentazione della denuncia alle autorità per rendere chiaro che non ci limitiamo a una semplice solidarietà: vanno individuati e sanzionati i responsabili.

Riteniamo in questo, come in tutti gli altri casi in cui i colleghi ricevono minacce, inaccettabile che chiunque si permetta di minacciare una o un giornalista.

Esecutivo Usigrai

E’ urgente una policy Rai per l’utilizzo dei social

È urgente una policy Rai per l’utilizzo dei social. Piaccia o no, essere dipendenti del Servizio Pubblico impone un comportamento pubblico che sia in linea con i valori del Contratto di Servizio.
È una richiesta che l’Usigrai avanza da anni: non si può più attendere.

I social non sono una zona franca.

La Rai è finanziata con i soldi dei cittadini: pertanto le giornaliste e i giornalisti hanno il dovere di essere imparziali, indipendenti e pluralisti nell’esercizio della propria professione, così come in ogni rappresentazione esterna.

E una decisione chiara va assunta con urgenza sul controllo editoriale sui social, per evitare – come avvenuto di recente – che le pagine della Rai offrano la vetrina a linguaggi d’odio.

Non è una limitazione della libertà: attenersi sempre ai valori del Contratto di Servizio è un dovere.

L’Esecutivo Usigrai

Cpo Fnsi-Usigrai, solidarietà a collega Fatto Quotidiano

Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e associazione Giulia giornaliste esprimono solidarietà alla collega Tiziana Ciavardini, minacciata da un diplomatico iraniano dopo aver pubblicato uno scatto al Festival della Comunicazione con una immagine di Nasrin Sotoudeh, l’avvocata che difende i diritti delle donne, condannata a 148 frustate e 38 anni di carcere.

Tiziana Ciavardini, giornalista de Il Fatto Quotidiano, da molti anni si occupa di diritti violati in Iran, che conosce molto bene per aver vissuto per 13 anni in quel paese. Partecipando al Festival della Comunicazione 2019 Controsenso, in Abruzzo, nella Marsica (dove tra l’altro è stata premiata per il suo libro “Ti racconto l’Iran”), al termine del suo intervento, nell’incontro “Tutela dei diritti umani dal genocidio in Rwanda a oggi”, ha voluto richiamare l’attenzione sul caso di Nasrin, e ha pubblicato la foto sul suo profilo facebook, sottolineando l’impegno a sostegno di una donna che ha fatto della difesa dei diritti delle donne in Iran la sua missione, pagando per questa scelta. Fra i commenti al post anche una frase di un diplomatico iraniano, Hassan Niazi, già responsabile della comunicazione dell’ambasciata iraniana in Italia, contenente non solo solo l’intimazione “stai attenta, non sono affari tuoi”, (be carefull, it’s not your business), ma anche una espressione, in iraniano, “Hoshhhhh”, gravemente ingiuriosa. Non è la prima volta che Tiziana è minacciata per il suo lavoro di inchiesta e di racconto di una realtà di negazione dei diritti, di cui altrimenti ben poco o nulla si conoscerebbe.

Cpo Fnsi, Cpo Usigrai e Giulia giornaliste sono solidali con la collega, denunciando come inammissibili i tentativi di sopraffazione e gli atteggiamenti minacciosi, ancora più gravi perché l’autore è giornalista, già con compiti di comunicatore dell’Ambasciata dell’Iran a Roma. La libertà di parola, di espressione, di denuncia di Tiziana Ciavardini deve essere tutelata anche con interventi nei confronti dell’autore della minaccia, che vuole negare ad una donna ed ad una giornalista di svolgere il suo mestiere e di sostenere la difesa dei diritti di tutte e di tutti.

A Trento presentata la Fondazione Antonio Megalizzi

Presentata a Trento la Fondazione Antonio Megalizzi, nata su iniziativa della famiglia e degli amici del giovane giornalista ucciso nell’attentato ai mercatini di Natale a Strasburgo.

fondazione_megalizzi

L’ente nasce con la collaborazione e il sostegno della Federazione nazionale della stampa italiana, del Sindacato dei giornalisti del Trentino Alto Adige, l’UsigRai, RadUni e Articolo21.
Hanno aderito all’iniziativa anche Università, Comune e Provincia di Trento. L’istituzione si occuperà di favorire la formazione e l’informazione dei giovani sui temi dell’Europa e del giornalismo.

LA Rai, su solleciatazione dell’Usigrai, si è impegnata a supportare l’attività della Fondazione attraverso spazi di informazione e stage formativi nell’ambito delle attività della Scuola di Perugia.

L’Usigrai, facendo proprie le aspirazioni e l’impegno di Antonio per una informazione libera e di qualità e contro le fake news, sarà tra gli enti fondatori della Fondazione.

La scelta di essere parte attiva della Fondazione crediamo risponda alla sensibilita’ e alle sollecitazioni di colleghe e colleghi che, dopo l’attentato, hanno chiesto al sindacato di fare qualcosa per dare un senso alla morte assurda di questo giovane innamorato del giornalismo e dell’Europa

Ingresso in Rai di Roberto Poletti, Salini fermi questo insulto

Dopo aver vinto le elezioni, il ministro dell’Interno Matteo Salvini passa all’incasso in Rai.

Ora capiamo perché il Presidente Foa ha voluto bloccare il via libera alla nuova selezione pubblica per giornalisti.

Agli ingressi meritocratici e trasparenti, preferisce quelli a chiamata diretta indicati dal ministro dell’Interno Matteo Salvini.

L’ingresso in Rai dell’ex Direttore di Radio Padania e biografo del leader della Lega sarebbe uno schiaffo ai 1700 giornalisti Rai e agli oltre 200 che da tempo attendono il “giusto contratto” giornalistico.

Ci aspettiamo che l’Amministratore Delegato eserciti i suoi poteri fermando questo insulto a tutti loro e mantenga gli impegni assunti: trasparenza e meritocrazia con una nuova selezione pubblica, e accordo per regolarizzare chi in Rai fa da anni il giornalista ma non ha ancora il “giusto contratto”.

L’Esecutivo Usigrai

Fnsi e Usigrai: Rai reagisca a editti sovranisti

E così dopo il risultato elettorale, Matteo Salvini lancia l’Opa sull’Amministratore Delegato della Rai a colpi di editti.

Dopo quello su Fabio Fazio, ora arriva quello su Gad Lerner e il nuovo attacco al Tg1.

Dopo aver deciso il Presidente della Rai, il vice presidente del Consiglio dei Ministri e ministro dell’Interno, Matteo Salvini, vuole decidere anche i palinsesti.

Ci auguriamo che l’AD Fabrizio Salini e il Consiglio di Amministrazione riunito oggi diano dimostrazione di autonomia dalla politica respingendo al mittente il nuovo editto sovranista.

Questo ennesimo tentativo di ingerenza nella gestione della Rai Servizio Pubblico conferma l’inadeguatezza assoluta di una legge che sottomette la governance ai governi di turno.

Usigrai e Fnsi

No all’utilizzo di Saxa Rubra come luogo di trasbordo di 300 tonnellate di rifiuti

No all’utilizzo di Saxa Rubra come luogo di trasbordo di 300 tonnellate di rifiuti.

Nell’insediamento Rai lavorano migliaia di persone, già esposte all’inquinamento elettromagnetico: non si può accettare un ulteriore peggioramento delle condizioni ambientali.

Ricordiamo che nelle scorse settimane è stato necessario un intervento urgente per disinfestare l’area da topi entrati addirittura nelle redazioni.

Inoltre il luogo scelto dal Comune di Roma e dall’Ama è un cruciale parcheggio di interscambio per migliaia di pendolari che ogni giorno vanno a lavorare.

Non è possibile che decisioni di questo tipo, che incidono fortemente sulla qualità della vita e della salute delle persone, non prevedano un percorso di confronto fra l’amministrazione e i diretti interessati – residenti e lavoratori della zona.

Chiediamo un confronto urgente con il Comune di Roma e chiediamo alla Rai di attivarsi con urgenza a tutela della salute dei propri dipendenti.

Se non dovesse esserci un ripensamento, valuteremo azioni di protesta, d’intesa con le altre sigle sindacali.

Esecutivo Usigrai

Fare chiarezza su ciò che sta avvenendo a Rai1

Fare chiarezza su ciò che sta avvenendo a Rai1.
È la rete principale della Rai: tutto ciò che accade lì rischia di avere ricadute pesanti su tutta l’azienda.

È vero che si prepara una infornata di esterni?
Ed è vero che tra di loro c’è anche un giornalista che si è autodefinito razzista?
È vero che questo cambio radicale sta avvenendo sia a UnoMattina che alla Vita in Diretta?
In alcuni casi, tenendo in panchina chi non si è adeguato o non si adegua alla nuova linea.

In entrambi i casi operano persone molto vicine al Presidente della Rai Marcello Foa.

A questo proposito: perché il portavoce del Presidente continua a occuparsi del futuro di UnoMattina, visto che dovrebbe lasciarla a fine stagione?

O invece vuole mantenere – ufficialmente o ufficiosamente – il doppio ruolo?

Quello che sta avvenendo a Rai1, in programmi molto sensibili per la costruzione dell’opinione pubblica, sembrano essere le prove generali del Direttore unico dell’approfondimento che – come abbiamo denunciato da tempo – rischia di trasformarsi in Dittatore unico dell’approfondimento.

Esecutivo Usigrai

Irruzione del Blocco Studentesco alla Rai: 11 anni e non c’è una sentenza

Come ricordato oggi dal Fatto quotidiano, è gravissimo che dopo oltre un decennio restino impuniti gli autori all’epoca già individuati di un blitz dentro una sede della Rai messo a segno da un gruppo del Blocco Studentesco, movimento di estrema destra. L’incursione aveva come obiettivo la redazione di “Chi l’ha visto?” che aveva mandato in onda un filmato inedito dell’aggressione da parte di esponenti del movimento studentesco neofascista ai danni di giovani studenti liceali inermi avvenuta a Piazza Navona il 31 ottobre del 2008.

È un segnale preoccupante: è inacettabile il senso di impunità a squadristi che entrano senza autorizzazioni dentro una sede del Servizio Pubblico radiotelevisivo.

Per di più con il chiaro intento di intimidire una intera redazione  – come Chi l’ha visto? – per aver fatto il proprio lavoro di informare correttamente i cittadini.

E’ inoltre intollerabile che a distanza di 11 anni su internet continuino ad essere postate ricostruzioni false dell’accaduto continuando ad esporre la conduttrice Federica Sciarelli e la redazione ad attacchi. È a loro che va la nostra solidarietà. Con l’auspicio che la giustizia sanzioni quanto prima i responsabili.

Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, Segretario e Presidente Fnsi