Intervista ad Assad su RaiPlay, ‘una scelta incomprensibile’

Una scelta incomprensibile.

O una intervista contiene una notizia e quindi deve essere trasmessa dalle testate giornalistiche, o la notizia non c’è e allora non si capisce perché venga trasmessa.

E di certo RaiPlay non può essere ritenuta una zona franca dove fare informazione senza il visto dei direttori delle testate giornalistiche.

Un precedente pericoloso che rischia di delegittimare il ruolo delle testate.

La pubblicazione in questa modalità rende ancora più urgente che la Rai chiarisca tutto nei dettagli rispetto a questa vicenda che sta creando un grave imbarazzo professionale e serie criticità diplomatiche. Conseguenze per le quali si auspica una rapida individuazione delle responsabilità.

Esecutivo Usigrai

Intervista ad Assad, chi ha preso accordi con la presidenza della Siria per conto della Rai?

Chiarito che né Rainews24 né alcuna altra testata della Rai ha commissionato l’intervista al presidente della Siria Assad, né quindi ha preso impegni a trasmetterla, chi ha assunto accordi con la Presidenza della Siria per conto della Rai?

E perché?

Fermo restando che non si può cedere ad alcun ultimatum da parte di nessuno, men che meno da parte del capo dello Stato di un Paese straniero, siamo di fronte a una vicenda imbarazzante.

La Rai deve fare chiarezza con urgenza e individuare le responsabilità.

Senza alcun tentennamento.

Questa volta è in gioco l’autorevolezza della Rai, la credibilità internazionale sua e dell’Italia.

Esecutivo Usigrai

Articolo di ‘Libero’ su Nilde Iotti, Cpo e Giulia Giornaliste: ‘Misoginia e sessismo’

«Partigiana. Madre costituente. Prima donna a ricoprire la carica di Presidente della Camera: Nilde Iotti, di cui ricorre in questi giorni il ventesimo anniversario della scomparsa, ha aperto la strada a molte che, dopo di lei, hanno scelto di partecipare all’attività politica. In vita ha goduto della stima di compagni di partito e avversari politici. Il quotidiano Libero, commentando la fiction a lei dedicata, la etichetta come ‘una bella emiliana simpatica e prosperosa, come solo sanno esserlo le donne emiliane. Grande in cucina e grande a letto. Il massimo che in Emilia si chiede a una donna’. Non solo: presentando l’attrice (Anna Foglietta), l’articolista la definisce ‘una romana bella e soda, chiamata a interpretare la più soda presidentessa della Camera’. Ancora una volta il giornale diretto da Pietro Senaldi, con la direzione editoriale di Vittorio Feltri, si distingue in quanto a misoginia e sessismo».

Lo affermano Cpo Fnsi, Cpo Usigrai, Cpo Cnog e associazione Giulia giornaliste che, in una nota congiunta, «condannano il linguaggio oltraggioso e sessista, infarcito di stereotipi, nei confronti di Nilde Iotti e di tutte le donne, ennesima mancata applicazione dei principi contenuti nel ‘Manifesto di Venezia’, e annunciano un esposto all’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, nei confronti dell’autore, Giorgio Carbone, e del direttore responsabile».

Ad chiuda fuori da viale Mazzini diktat e veti partiti

La lettura dei giornali di oggi restituisce un quadro indecente rispetto alla bulimia di poltrone Rai.

I partiti di governo nelle piazze urlano “fuori i partiti dalla Rai”, poi nelle segrete stanze si lanciano sulla preda da spolpare.

Dove è la riforma della governance promessa? Eppure è nel programma di questo governo e i testi da cui partire non mancano.

Visto quindi che non si può chiedere a Dracula di mettersi a dieta dal sangue, serve uno scatto di reni dell’Amministratore Delegato.

Ha poteri pieni e ampi.

Li usi per chiudere fuori da Viale Mazzini diktat e veti dei partiti.

Li usi per scegliere professioniste e professionisti interni di primo livello: con indiscutibili e riconosciuti curricula in linea con valori del Contratto di Servizio, in particolare del pluralismo, dell’autonomia e dell’indipendenza.

Sveli l’ipocrisia dei partiti.

Gli unici ai quali deve rispondere sono i cittadini, quelli che pagano il canone.

Presenti una squadra che sappia garantire quel diritto all’informazione che rientra nei principi e nei valori della nostra Costituzione e del Contratto di Servizio, una squadra della quale essere convinto e orgoglioso davanti ai cittadini.

Esecutivo Usigrai

“#DaUomoAUomo”, lo spot dell’Usigrai contro la violenza sulle donne

spot_dauomoauomo

La violenza contro le donne è una questione maschile, è un dramma causato dagli uomini.

Per sconfiggerla è indispensabile cambiare la cultura degli uomini: abituati a un’idea di possesso e incapaci di accettare i rifiuti.

Per questo l’Usigrai, il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti della Rai, ha realizzato lo spot “#DaUomoAUomo”: volti e voci maschili dell’informazione che parlano “a noi uomini” per fermare l’abominio della violenza sulle donne.

Lo spot andrà in onda lunedì 25 novembre in tutti i tg, giornali radio, siti internet e account social delle testate giornalistiche della Rai.

È stato ideato dalla Commissione Pari Opportunità dell’Usigrai (scritto da Piergiorgio Giacovazzo e Danilo Cretara, con la collaborazione di Roberta Balzotti, Carla Monaco e Monica Pietrangeli) con la consulenza di Stefano Ciccone dell’associazione Maschile Plurale.

Ed è stato realizzato interamente con risorse interne della Rai: il telecineoperatore Enrico Venier, il montatore Andrea Castagnone, il responsabile della grafica Alessandro Cossu, la regista Silvia Belluscio.

Esecutivo Usigrai

Lo spot #DaUomoAUomo:

Il Ministro degli affari regionali Boccia attacca in modo scomposto e fuori luogo il servizio pubblico

Le sedi regionali della Rai ed il canone ancora una volta nel mirino della politica.

Sorprende che il Ministro degli affari regionali Boccia abbia attaccato in modo scomposto e fuori luogo il servizio pubblico, con accuse infondate ed inaccettabili a proposito di come la Rai ha raccontato l’eccezionale acqua alta di Venezia e i danni del maltempo nel Salento.

Senza nulla togliere al ruolo dell’informazione locale privata che, in Veneto come in Puglia, svolge il proprio compito con impegno, respingiamo al mittente tutte le diffamanti affermazioni nei confronti della Rai.
E’ evidente che si tratta di una polemica strumentale, compiuta da chi non sa o preferisce non sapere la quantità e qualità del lavoro svolto in quei giorni dai giornalisti della Tgr e dell’intera Rai.

Sia in Veneto sia in Puglia, i colleghi della Tgr, fin dalle prime ore, hanno raccontato in maniera tempestiva il disastro che si stava consumando in tutti gli spazi di palinsesto che sono concessi all’informazione dal territorio: nei tg, nei giornali radio regionali, ma anche con ore di dirette per Rainews e le altre testate nazionali. Inoltre vi sono state dirette dedicate sui social network e con informazioni e servizi puntuali sui rispettivi siti web.

Se il ministro intende contestare l’attuale management Rai non lo faccia calpestando e infangando il lavoro della Tgr e delle testate nazionali e soprattutto non dimentichi che i vertici a cui rivolge le sue critiche, sono gli stessi le cui nomine vengono troppo spesso decise dalla politica della quale lei fa parte.

Quanto poi alle risorse da destinare ai media locali il ministro fa finta di non sapere che il fondo per il pluralismo dell’informazione è già finanziato dall’extra gettito del canone di abbonamento alla televisione.

E lo ricordiamo ancora una volta: dei 90 euro di canone – il più basso d’Europa – solo 74 vengono girati alla Rai, lo Stato trattiene ben 340 milioni di euro.

Il servizio pubblico della Rai é patrimonio di tutto il Paese, caposaldo di democrazia e buona informazione, a barriera e stimolo di un mercato privato dell’informazione affidato troppo spesso ad un precariato immorale.

CdR Rai Veneto e Rai Puglia
Coordinamento CdR TgR Rai

Campagna contro canone, Governo vuole mettere in ginocchio azienda?

È incredibile che ciclicamente parta una campagna di disinformazione sul canone.

E allora ricordiamo – anche al Ministro dello Sviluppo economico Patuanelli – alcune cose:

1- come ampiamente documentato, la Rai ha già visto ridursi gli introiti da canone, tornando ai livelli 2013;

2- su 90 euro, solo 74 arrivano alla Rai: lo Stato trattiene 340 milioni di euro;

3- il Contratto di Servizio prevede che il piano industriale sia progettato “sulla base della definizione di adeguate risorse, rese disponibili dalle quote di canone destinate al Servizio Pubblico”. Cambiare le carte in tavola a partita in corso è una violazione del Contratto.

A questo punto il governo deve dire se vuole lo sviluppo della Rai Servizio Pubblico nell’interesse dei cittadini, o se invece vuole mettere in ginocchio la Rai, con le ovvie conseguenze dal punto di vista occupazionale.

Esecutivo Usigrai

‘Piena convergenza Di Maio e Renzi nel colpire la Rai’

Distanti su tutto, ma pienamente d’accordo quando si tratta di colpire la libertà della Rai Servizio Pubblico.

M5S di Luigi Di Maio e Italia Viva di Matteo Renzi improvvisamente trovano piena convergenza nel colpire la Rai.

Del resto, è storia antica: quando bisogna racimolare consensi si tira fuori la carta della riduzione del canone.

Se vogliono davvero una Rai sana e libera, non devono fare altro che togliere le mani dall’azienda e approvare in parlamento una legge di riforma.

Dal testo Gentiloni a quello Fico passando per quello Tana De Zulueta, le proposte già esistono: basta calendarizzare e votare.

O forse preferiscono fare demagogia sul canone la mattina e occupare le poltrone Rai la sera.

Esecutivo Usigrai

Sindaco Venezia nuovo assunto al Tg2?

Per un attimo abbiamo pensato a un nuovo assunto in Rai.

Poi abbiamo visto meglio e abbiamo capito: il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, con in mano un microfono della Rai, mandato in onda – così a caso – in diretta durante il Tg2 delle 13.00 del 14 novembre.

Ma il massimo è stato raggiunto quando, poco dopo in un altro collegamento sempre a caso, è stato mandato in onda il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi che, sempre al microfono Rai retto dal sindaco di Venezia, rispondeva alle domande fatte dallo studio di una tv concorrente.

Prima ancora che una questione politica, qui siamo di fronte a pessima televisione e pessima informazione che non può appartenere al Servizio Pubblico.

Cosa hanno capito i telespettatori?
Perché il Tg2, a differenza di altre testate tra cui la Tgr, ha scelto di mandare in onda la diretta, a caso e senza alcuna mediazione giornalistica come è richiesto a chi deve fornire una corretta e completa informazione?

Qual è l’informazione fornita da quei 2 spezzoni di una conferenza stampa? Perché, nonostante fosse ampiamente programmata, non si é ritenuto di avvalersi della professionalità di un giornalista per porre domande e raccogliere informazioni? Da sempre contestiamo un ruolo limitato di “giornalisti reggimicrofono” del politico di turno… siamo forse di fronte al passo successivo in cui si pensa di poter fare a meno del giornalista?

L’ansia di offrire un microfono – in questo caso anche letteralmente – ad una qualsiasi parte politica, spesso produce cattiva televisione.

Esecutivo Usigrai

SOSPESO PER POST CONTRO SALVINI, USIGRAI-FNSI: ‘DUE PESI E DUE MISURE’

Non torniamo al merito del post del collega Fabio Sanfilippo, ma ciò che troviamo non tollerabile è che la Rai ancora una volta si muova con due pesi e due misure.

Se vuole essere credibile, la Rai deve essere coerente nel sanzionare comportamenti che ledono l’immagine dell’azienda. Tutti. E sempre.

Ricordiamo che nei mesi scorsi il Presidente della Rai Marcello Foa ha rilasciato una intervista a un giornale israeliano nella quale ha accusato una intera delegazione dell’europarlamento di essere finanziata da Soros. Una notizia falsa.

Dalla frequenze di Isoradio, Maurizio Costanzo ha usato, in maniera esplicita e reiterata, un linguaggio vergognoso nei confronti di un radioascoltatore.
Ma in questi casi, come in diversi altri, tutto è caduto nel vuoto.
Una azienda che agisce in questo modo delegittima se stessa.

Usigrai
Fnsi

Prevenzione dei tumori del seno, giornalisti #Rai con il fiocco rosa

fiocco_rosaL’Usigrai, il sindacato delle giornaliste e dei giornalisti della Rai, ha raccolto l’appello di Komen Italia per il mese della Prevenzione dei Tumori del seno.

Per questo oggi in tutti i tg, rubriche e trasmissioni radio in streaming, le conduttrici e i conduttori indosseranno un fiocco rosa: il simbolo della campagna, per essere ambasciatrici e ambasciatori del messaggio di prevenzione.

Oggi è l’ultimo giorno della campagna.

Indossare il fiocco rosa l’ultimo giorno rappresenta il nostro impegno a promuovere l’importanza della prevenzione sempre, tutto l’anno, ogni giorno dell’anno.

In Italia 1 donna su 9 si ammala di tumore del seno, 50.000 nuovi caso oggi anno.  Ma la  diagnosi precoce può fare la differenza con oltre il 90% di possibilità di guarigione e cure meno invasive.

La prevenzione può salvare la vita.

Selezione pubblica per giornalisti, un successo

Un successo.
La nuova selezione pubblica per giornalisti è uno straordinario risultato già dal numero delle candidature.

Vuol dire che la Rai Servizio Pubblico è una azienda ancora fortemente attrattiva per chi vuole fare il giornalista.

L’Usigrai rivendica con orgoglio l’impegno speso per arrivare alla nuova selezione.

Perché afferma in maniera irreversibile la via di accesso trasparente e meritocratica alla Rai.

E perché porterà innesti preziosi per aiutare la necessaria e urgente trasformazione del Servizio Pubblico radiotelevisivo in Servizio Pubblico multipiattaforma e crossmediale.

Esecutivo Usigrai