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Le Cpo Rai e Usigrai fanno un bilancio del Festival di Sanremo e si chiedono: “A quando una direttrice artistica?”

La 76ª edizione del Festival di Sanremo si è chiusa tra applausi, polemiche e grande visibilità mediatica, ma lascia dietro di sé un filo di amarezza: la rappresentazione delle donne all’interno della kermesse è stata ancora una volta stereotipata e la presenza non in linea con la realtà musicale italiana.

Nonostante la partecipazione di figure di spicco come Ditonellapiaga, Arisa e Levante, le artiste in gara sono state meno della metà dei loro colleghi.

In conferenza stampa, la questione è stata sollevata più volte, evidenziando la scarsità delle artiste e la scelta di privilegiare ruoli di contorno rispetto a un autentico protagonismo delle donne più in linea con la realtà del Paese. La risposta del direttore artistico Carlo Conti ha invocato criteri legati alla qualità dei brani, ma la contrapposizione evidenzia come sia urgente un ripensamento più strutturato delle politiche di casting e valorizzazione delle artiste.

Ancora più significativo è il rischio che, in assenza di un cambiamento coerente, Sanremo finisca per riproporre modelli di rappresentazione tradizionali, in cui il ruolo delle donne è percepito più come “elemento scenico o ornamentale” o complemento alla figura maschile dominante che come vera forza creativa della scena artistica.

Allo stesso modo, desta perplessità la collocazione in fascia notturna dell’intervento di Gino Cecchettin, testimonianza legata a una delle tragedie più dolorose e simboliche del nostro Paese. Davvero non si poteva trovare una collocazione diversa per il tema della violenza di genere?

Abbiamo letto con favore Il “maestra” rivendicato da Carolina Bubbico (e il giorno dopo da Nicole Brancale), accolto da Laura Pausini con un “finalmente”. Uno scambio tra donne di grande potenza.

Il Festival resta un palcoscenico centrale per la musica italiana e continua a catalizzare l’attenzione di milioni di spettatori in Italia e nel mondo. A quando una direttrice artistica?

Il passaggio di testimone tra Carlo Conti e Stefano De Martino è ormai cosa fatta. Ci auguriamo che per la prossima edizione si adottino scelte editoriali e artistiche più in linea con la realtà del Paese, che non solo garantiscano una rappresentanza numerica più equilibrata, ma che valorizzino le donne come protagoniste e leader creative, non solo come co-conduttrici, figure decorative o presenze marginali.

Solo così Sanremo potrà davvero essere specchio di una scena musicale moderna, pluralista e rispettosa delle competenze di ogni artista, indipendentemente dal genere.

Cpo Rai

Cpo Usigrai