Usigrai: a Bari condanna in appello per le minacce di morte a Maria Grazia Mazzola. Le mafie non hanno zone franche

Mazzola

La Conferma della condanna della Corte di appello di Bari per Monica Laera, esponente del Clan Strisciuglio, per l’aggressione, aggravata dal metodo mafioso all’inviata del TG1 Maria Grazia Mazzola segna un punto importante in relazione alla rilevanza sociale del lavoro giornalistico

L’inviata Speciale del Tg1 nel 2018 stava realizzando nel capoluogo pugliese una inchiesta su giovani e Mafie nel quartiere Libertà Di Bari quando è stata aggredita e minacciata di morte da Monica Laera, poi condannata a 1 anno e 4 mesi per minacce e lesioni aggravate dal metodo mafioso.

Nella Sentenza di condanna era inoltre riconosciuto il valore del lavoro di inchiesta giornalistica dell’inviata del Tg1 Maria Grazia Mazzola, in relazione al diritto-dovere di informazione nei confronti dei cittadini e della collettività.

Per i giudici di primo grado il lavoro della giornalista che fa domande costituisce inoltre una minaccia seria per le associazioni mafiose, in quanto con il proprio lavoro è in grado di provocare un grave vulnus al muro di omertà che protegge le vicende criminali dei clan e garantisce l’assoggettamento della popolazione che vive nei territori da loro controllati

Per avere un quadro definitivo sul valore di questa sentenza d’appello dovremo aspettare di leggere le motivazioni ma la conferma della condanna nei confronti di chi con minacce di morte e intimidazioni aveva tentato di fermare il lavoro giornalistico della collega del Tg1, conferma che la giustizia non riconosce zone franche alle mafie.

Daniele Macheda – Segretario Usigrai