Home/Comunicati/” Servono riforma della Governance Rai secondo i principi europei, oltre a un piano industriale e un piano delle news credibili che rilancino il servizio pubblico”.

” Servono riforma della Governance Rai secondo i principi europei, oltre a un piano industriale e un piano delle news credibili che rilancino il servizio pubblico”.

L’assemblea dei Cdr e dei fiduciari della Rai convocata a Roma esprime grande preoccupazione per la fase di stallo che si profila all’orizzonte per un’azienda che ha dilapidato gli ascolti di Rai3 (e in parte di Rai2) e che resta sotto il diretto controllo del Governo. Non possiamo ignorare che l’indipendenza dell’informazione è sempre più sotto attacco e la prospettiva di un ridimensionamento del servizio pubblico è concreta.

Serve una legge di riforma della governance Rai che sia realmente in linea con i principi sanciti nello European Media Freedom Act, in vigore da oltre un anno. Indipendenza dei vertici dal controllo del governo e dei partiti e certezza di risorse.

Non solo, in vista delle prossime elezioni riteniamo che un confronto tra redazioni e direzioni non sia rinviabile per garantire un racconto del Paese che sia rispettoso del pluralismo politico e sociale e superi finalmente la formula del cosiddetto “panino” infarcito delle dichiarazioni, spesso autoprodotte dagli stessi politici.

Nella situazione attuale, con l’aggravante dell’assenza della Commissione parlamentare di Vigilanza, i vertici aziendali non devono nemmeno rendere conto delle scelte, comprese quelle disastrose sulla terza rete dove un’intera fetta di pubblico è stata regalata alla concorrenza, svuotando deliberatamente un canale della sua identità e dei suoi contenuti.

Mentre il piano industriale resta attuato solo sulla carta, quello delle news è, a oggi, un foglio bianco e il piano immobiliare aliena il patrimonio storico dell’azienda e marginalizzare diverse sedi regionali.

Il tutto mentre l’ultimo rapporto Agcom sul Sistema integrato delle Comunicazioni certifica che nel 2024 per la prima volta una piattaforma online detiene la quota più elevata del SIC: Alphabet/Google, con il 12,4% delle risorse complessive, sale al primo posto mentre scende al secondo la Rai con una quota del 12%, seguita da Meta/Facebook, che raggiunge per la prima volta la terza posizione con il 9,7% del totale.

Non da ultimo, la posizione finanziaria netta (indebitamento) è peggiorata, le redazioni scontano tagli ai budget e si riducono le trasferte e troupe, in un momento storico dove deep fake e AI impongono di essere nei luoghi dove i fatti avvengono.

Registriamo inoltre con preoccupazione che, nonostante l’accordo sindacale firmato con Usigrai che prevede di bandire entro fine anno una selezione pubblica per coprire vuoti di organico e pensionamenti della Tgr, l’azienda ancora non procede agli adempimenti necessari per rispettare i tempi previsti dall’accordo stesso. Non solo i vuoti di organico continuano a riguardare le testate nazionali e l’ufficio stampa.

Immobilismo che riscontriamo anche nella mancata apertura dei tavoli richiesti da mesi dal sindacato: sul pieno riconoscimento dei diritti sindacali per i giornalisti e le giornaliste che lavorano nei generi (reti) e sulla regolamentazione dei social per attività editoriale, oltre alla necessità di sapere se i contenuti prodotti dalle redazioni vengono regalati alle piattaforme oppure se esistono degli accordi che ne valorizzano la fruizione sulle piattaforme social.

In questo contesto l’assemblea dei Cdr e fiduciari della Rai esprime preoccupazione per la tenuta aziendale e occupazionale​.

Serve far presto, liberare la Rai e i suoi dipendenti dal controllo dei partiti di ogni colore, affinché il servizio pubblico possa finalmente esprimere tutto il proprio potenziale.

Assemblea Cdr e Fiduciari Rai

Approvato all’unanimità