Documento approvato all’unanimità dall’assemblea dei Cdr della Tgr sulle recenti nomine del direttore Casarin

L’assemblea dei Cdr della Tgr, riunita oggi online, contesta l’inopportunità di alcune recenti nomine del direttore, Alessandro Casarin. Una, in particolare, va contro un principio per noi fondamentale: la separazione della carriera politica da quella giornalistica. Chi esce dalle redazioni per candidarsi e rappresentare un partito o un movimento, non può rientrare in Rai ed essere promosso caporedattore dopo nemmeno due mesi, come invece avvenuto.

Lo stesso vale per le promozioni: non possono esserci legami familiari con chi fa parte della direzione della testata perché, anche in questo caso, a rimetterci è l’autorevolezza della Tgr e, inoltre, legami familiari nei diversi livelli di responsabilità nella stessa testata, come paventato anche dall’azienda, possono “interferire o influenzare le reciproche prestazioni lavorative”.

È una forma di rispetto che questa direzione – e anche il vertice della Rai – deve ai cittadini, prima ancora che alle redazioni regionali, che si sono espresse con chiarezza bocciando per ben due volte il piano editoriale del direttore.

Pertanto, se non dovessero arrivare ravvedimenti rispetto a questi vulnus, l’assemblea dei Cdr della Tgr proclama 3 giorni di “sciopero delle firme” nelle giornate del 4, 5 e 6 ottobre e lettura di comunicato in onda in tutte le edizioni.

Approvato all’unanimità