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Il 18 maggio assemblea pubblica dei Cdr davanti a Palazzo Labia a Venezia. “No a svendite e ridimensionamento delle sedi regionali RAI”

Il 22 maggio si chiuderanno le offerte per la vendita di edifici di proprietà della Rai, 15 immobili, pari a quasi un quarto del patrimonio immobiliare dell’azienda. 

Non c’è solo il Teatro delle Vittorie a Roma, ma anche altri edifici ricchi di storia, fra questi spicca Palazzo Labia a Venezia, gioiello del XVII secolo che, al cosiddetto piano nobile, conserva un’intera stanza affrescata dal Tiepolo. 

Fra gli altri immobili il palazzo di Gio Ponti a Milano, le sedi di Firenze e Genova, oltre allo storico Palazzo della Radio e delle Teche a Torino.

La Rai (s)vende a pacchetto per poi andare a pagare degli affitti.  

Vende non per investire in innovazione e nel proprio core business, ma per coprire i costi della ristrutturazione della sede di Viale Mazzini a Roma. 

Oggi si vendono le sedi che ospitano le redazioni a Firenze, Genova, Milano e Venezia, domani potrà capitare altrove. Vendere per andare in affitto significa minare le basi del futuro dell’informazione regionale, asse portante del Servizio Pubblico. 

La Rai non è un museo, ha detto l’Amministratore Delegato, ma la storia non si può buttare a mare (o in laguna). 

Per questo, lunedì 18 maggio alle 14.30 di fronte a Palazzo Labia, l’Usigrai convoca i Comitati di redazione di tutte le redazioni della Rai a un’assemblea pubblica aperta alla città di Venezia. 

Nei prossimi giorni l’elenco delle adesioni. 

Esecutivo Usigrai

Coordinamento Cdr Tgr