Buon lavoro alla neo Presidente della Rai Marinella Soldi

Buon lavoro alla neo Presidente della Rai Marinella Soldi.

Il CdA ha scelto lei, e la Commissione di Vigilanza ha ratificato. Quindi, rispettiamo la scelta.

Ma, senza alcun giudizio sulla persona, resta da parte nostra la preoccupazione per una legge che consente di nominare Ad e Presidente 2 persone scelte entrambe dal governo e di far cadere nel controllo esclusivo dei partiti di maggioranza l’intero CdA. E di far tutto questo senza neanche un minimo dibattito sul mandato, e in generale sulla missione della Rai Servizio Pubblico.

Vista l’autorevolezza delle persone scelte, ci auguriamo che sia Ad che Presidente sappiano lasciare fuori dai cancelli di Viale Mazzini il peso e i condizionamenti che hanno portato a queste indicazioni.

Così come chiediamo ai partiti di esprimersi in maniera netta e pubblica sull’autorizzare che la Commissione VIII del Senato possa lavorare in sede deliberante, unico sistema per assicurare un percorso rapido per la riforma della governance.

Esecutivo Usigrai

Rai, distribuzione poltrone spettacolo indecoroso

Siamo ormai oltre i livelli di ogni spudoratezza.
Le discussioni intorno alla Rai sono apertamente di distribuzione di posti e poltrone da assegnare ai partiti.

Così abbiamo assistito alla protervia dei partiti di maggioranza che hanno voluto fare bottino pieno in CdA.
Ad alcuni di loro di ergersi a garanti di altri partiti.
E ora siamo alla distribuzione dei posti con compensazioni a suon di nomine e poltrone.
Aggravata dallo scambio per assicurarsi i 27 voti necessari in Vigilanza per ratificare la nomina della Presidente.

Uno spettacolo indecoroso che urla l’urgenza della riforma della Rai.
Il nodo è che a farla dovrebbero essere gli stessi che oggi la stanno spolpando come un bottino di guerra.
E infatti fino a oggi, tranne qualche eccezione, nessuno si è realmente speso per andare oltre gli slogan e approvarla.

Rivolgiamo un appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi a dare una indicazione forte e chiara ad avviare oggi stesso il percorso di riforma, affinché si assicuri almeno al prossimo vertice Rai l’indipendenza necessaria a sottrarla a questo scempio che si ripete, in forma sempre peggiore, da decenni.

Infine, ci auguriamo che il neo Amministratore Delegato della Rai sappia scrollarsi di dosso questa camicia di forza partitocratica che è sempre stata l’unico vero ostacolo al cambiamento del Servizio Pubblico, la garanzia per i conservatori di ogni colore.

Rai, buon lavoro a Fuortes. Serve un rilancio

In bocca al lupo e buon lavoro al neo Amministratore Delegato della Rai Carlo Fuortes.

Come è noto, ritieniamo profondamente sbagliato il meccanismo di nomina che – come abbiamo denunciato ieri – affida al governo e ai partiti di governo un controllo eccessivo sulla Rai.
Per questo la priorità per il Servizio Pubblico resta la riforma della governance.

Ci auguriamo che il percorso che ha portato alla sua nomina non interferisca sul lavoro di Fuortes.

La Rai ha bisogno di rimettersi in moto con urgenza: il Servizio Pubblico ha bisogno di investimenti e rilancio.

Per questo, auspichiamo di incontrare quanto prima il neo Amministratore Delegato per conoscere il suo mandato, le sue idee, i suoi progetti, e poterci confrontare sulle urgenze e sulle riforme necessarie alla Rai.

Restiamo poi in attesa del completamento del vertice aziendale, quindi rispettosamente aspettiamo il pronunciamento della Commissione di Vigilanza sulla nomina di Marinella Soldi a Presidente. 

Esecutivo Usigrai

Partiti di governo prendono tutto, precedente grave

Lottizzazione è compiuta.
Quanto sta avvenendo in questi giorni sul rinnovo del CdA della Rai dimostra che nessuna svolta per il Servizio Pubblico sarà possibile finché non cambierà la legge di nomina.

Al di là degli slogan, al momento della spartizione i partiti dimostrano con i fatti che non intendono togliere le mani dalla Rai.

Al di là dei nomi, senza quindi esprimere alcun giudizio sulle persone, questa volta c’è stato un ulteriore salto di qualità: si è dimostrato che questa legge consente ai partiti di governo di prendere tutto il banco, lasciando fuori dal CdA qualunque rappresentanza dei partiti di opposizione.

È un precedente grave.
Che dovrebbe richiamare tutti coloro che credono nella democrazia e nel pluralismo a pretendere con urgenza una nuova legge.

L’Usigrai resta ferma sulla posizione di sempre, mai cambiata con governi e maggioranze di ogni colore: attendiamo di essere convocati per discutere una riforma sempre annunciata, mai approvata.

Esecutivo Usigrai

I partiti sequestrano la Rai, costi a carico dei cittadini

I partiti sequestrano la Rai.
Altro che liberarla dal loro controllo!

Con l’ennesimo rinvio di oggi, i partiti hanno definitivamente gettato la maschera. 

Nei convegni si esercitano sulla Rai che deve cambiare passo, sugli slogan “fuori i partiti dalla Rai”, poi nella pratica esercitano il controllo più stretto ed evitano ogni ipotesi di riforma.

La Rai poteva avere un nuovo CdA già da 1 mese e invece dovrà ancora aspettare i comodi dei partiti, che devono trovare il loro accordo lottizzatorio.

Purtroppo i costi di questi ritardi li pagheranno i cittadini (a causa dei ritardi delle scelte) e i lavoratori (a causa dei danni di questi rinvii).

Lo ricorderemo a tutti i partiti che oggi hanno votato per il rinvio quando proveranno di nuovo a imbracciare la bandiera del “fuori i partiti dalla Rai”.

Esecutivo Usigrai

Ipotesi di rinvio nomina membri del CdA Rai è gravissima

Un atto di protervia partitocratica.

L’ipotesi di rinvio delle sedute parlamentari per la nomina dei Consiglieri di Amministrazione della Rai è gravissima.

La Rai è impantanata ormai da un mese, il mandato è nei fatti scaduto, e qualcuno in Parlamento pensa di continuare a rinviare il rinnovo.

Ci auguriamo che questa ipotesi venga respinta con fermezza.

Quanto sta accadendo è la prova più lampante di cosa voglia dire il controllo dei partiti sulla Rai.

Esecutivo Usigrai

Intervista Foa a Repubblica è imbarazzante. Per lui

L’intervista rilasciata oggi a Repubblica dal Presidente della Rai, Marcello Foa, è imbarazzante. Per lui.

Sembra che a parlare sia un passante. 
E invece è un signore che ha avuto la guida del CdA, e la rappresentanza legale, della Rai per 3 anni.

Se il giudizio sull’Azienda è quello che esprime dovrebbe essere lui stesso a darsi un voto.
E magari – visto il bilancio negativo che lui stesso traccia – restituire lo stipendio percepito in questi anni.

È evidente che nel bilancio di fine mandato di Foa ci siano gravi omissioni:

1- nulla dice sul fatto che la sua nomina a Presidente sia avvenuta con una forzatura della legge perché è stato indicato dal governo;

2- nulla dice sulla ulteriore forzatura della legge avvenuta in occasione della ratifica della nomina, visto che è stato necessario un secondo voto della Vigilanza;

3- nulla dice sulla vicenda della mail truffa in cui è ingenuamente inciampato e che ha fatto rischiare alla Rai un grave danno economico;

4- nulla dice sull’annuncio in pompa magna da parte sua della partecipazione della Rai a un grande progetto Ebu di una piattaforma internazionale dei Servizi Pubblici, progetto rimasto solo uno dei suoi annunci a vuoto;

5- nulla dice sugli attacchi che ha riservato a giornalisti dell’azienda che amministra, con lezioni degne di un 3 all’esame di giornalismo, e ovviamente continua a tacere sui silenzi che lo hanno colpito quando doveva invece, da amministratore del Servizio Pubblico, difenderne l’autonomia e la libertà. 

Potremmo continuare, poiché gli episodi non mancano ma per brevità ci fermiamo, considerando che già solo per uno degli episodi sopra citati la dignità e serietà, richieste per l’importanza del ruolo che si ricopre, avrebbero dovuto sollecitare quanto meno un senso d’inadeguatezza.

Ci auguriamo almeno che Marcello Foa provi un po’ di imbarazzo quando passerà ancora una volta in cassa a ritirare il suo stipendio, ma soprattutto che faccia gli scatoloni quanto prima.

Esecutivo Usigrai

Premio Marco Rossi, raccontare il lavoro alla Radio

Scade il 15 ottobre il termine per la presentazione di materiali audio per l’ottava edizione del premio intitolato a Marco Rossi. In palio più di 1000 euro.

Ecco il bando di partecipazione:

1) In data odierna viene indetta l’ottava edizione del Premio Marco Rossi, destinato a programmi, servizi, reportage e documentari radiofonici dedicati al tema del lavoro, ai suoi molteplici significati e in tutte le sue possibili declinazioni.
Il Premio vuole essere un riconoscimento all’impegno di chi racconta attraverso il mezzo radiofonico un tema tanto vasto e complesso e spesso oscurato dai grandi media: il lavoro come fatica e dolore; il lavoro come fattore di identità, realizzazione, dignità; il lavoro a tempo indeterminato, in nero, in affitto; il mondo del precariato, del non lavoro, del lavoro povero; il lavoro che scompare, il lavoro che si trasferisce, il lavoro che si reinventa; il lavoro di cura e assistenza nelle sue molteplici implicazioni sulla vita individuale e sociale delle donne e degli uomini.

2) La partecipazione al Premio è gratuita e aperta a tutti, senza limiti di età o nazionalità. I servizi, gli approfondimenti e i documentari, in lingua italiana, possono essere prodotti e trasmessi da emittenti italiane o estere, o pubblicati su siti web a partire dal 1° ottobre 2017 fino al 30 settembre 2018. Il concorso è aperto anche ai servizi inediti.

3) Il Premio prevede un vincitore unico, oltre al riconoscimento di un primo classificato per le seguenti categorie:
a. Servizi di informazione giornalistica, della durata massima di 5 minuti, dove si terrà in particolare considerazione l’originalità del sonoro in relazione ai tempi dettati dalla comunicazione radiofonica;
b. Reportage, documentari e inchieste, della durata non superiore ai 30 minuti. Per questa categoria, oltre alla rilevanza dell’approfondimento giornalistico, verrà particolarmente considerata la qualità sonora e tecnica.
Ogni concorrente può partecipare, in proprio o in collaborazione con altri, con un solo lavoro per ogni singola categoria.

4) Per partecipare al Premio gli autori possono inviare i materiali proposti entro il 15 ottobre 2018 all’indirizzo di posta elettronica premiomarcorossi@radioarticolo1.it in formato mp3, attraverso il servizio WeTransfer. In alternativa, è possibile spedire tre copie su CD di ogni singolo lavoro per plico raccomandato al seguente indirizzo:
Premio Marco Rossi c/o RadioArticolo1, Via delle Quattro Fontane 109, 00184, Roma. Le opere dovranno essere accompagnate dai credits (data e luogo di realizzazione o messa in onda, titolo, autore/i, produzione, durata, abstract).
Ciascun autore e coautore dovrà inoltre allegare una domanda scritta di partecipazione al Premio, in cui saranno indicati i dati anagrafici completi (luogo e data di nascita, residenza, recapiti telefonici, indirizzi di posta elettronica), la/e categoria/e cui si intende partecipare, e la seguente dicitura datata e firmata: “Autorizzo l’uso dei miei dati personali ai sensi del D.Lgs. n.196/2003”. I vincitori dei premi e delle menzioni autorizzeranno la messa in onda dei lavori premiati sui siti web degli organizzatori e su RadioArticolo1.

5) La giuria del Premio, presieduta da Marino Sinibaldi, direttore di Radio3 Rai, è composta da Daniele Biacchessi (Radio24), Carlo Ciavoni (Il Venerdì-Repubblica), Altero Frigerio (RadioArticolo1), Silvia Garroni (Repubblica Tv), Anna Maria Giordano (Radio3 Rai), Andrea Giuseppini (Audiodoc), Antonio Longo (Mdc), Piero Pugliese (Radio3 Rai), Roberto Secci (Articolo21).

6) Compito della giuria è quello di valutare i materiali inviati in base al loro contenuto, alla realizzazione tecnica, alla ricerca formale e alla specificità del linguaggio radiofonico e sonoro.

7) Il Premio Marco Rossi mette in palio i seguenti riconoscimenti:
1. Primo premio di 700 euro per la miglior opera sonoro in assoluto;
2. Primo premio di 350 euro per il miglior servizio giornalistico;
3. Primo premio di 350 euro per il miglior reportage, documentario o inchiesta
La giuria si riserva la possibilità di assegnare un massimo di due menzioni speciali (una per ogni categoria).
La premiazione è prevista a Roma nella prima o seconda settimana di dicembre 2018.

8) La partecipazione al premio comporta l’accettazione e l’osservanza di tutte le norme del presente bando.

Roma, 1 aprile 2018

Perché un interim alla TGR?

L’uscita di Vincenzo Morgante dalla Rai era nota da 2 mesi. E il Consiglio di Amministrazione della Rai cosa produce? Un interim.

Perché? Per quale ragione non una nomina piena?

Con in più l’inedito di un interim di una testata affidato al vicedirettore di un’altra testata.

Ovviamente il nostro non è un giudizio sulla persona scelta, Alessandro Casarin, al quale vanno i nostri auguri di buon lavoro.

Ma le regole non possono essere rispettate a giorni alterni.

Per di più l’interim danneggia anche lui, perché gli impedisce di presentare il piano editoriale con un progetto triennale.

A questo proposito ci risulta che il curriculum del candidato sia stato presentato ieri sera, dopo il voto in Vigilanza, ovvero con un preavviso inferiore a quello previsto dallo Statuto della Rai, anche rispetto alle 24 ore previste per le procedure di urgenza.

Se è così, come si giustifica?

Esecutivo Usigrai

Fnsi-Usigrai, Foa viola legge, cda e ad non tacciano

Il tempo del si della Vigilanza, buttata giù la maschera del difensore del pluralismo e della libertà dei giornalisti, messa su per assestare lo schiaffo finale al Parlamento.

Nella prima intervista il neo presidente della Rai inanella violazioni di legge e perfetta rappresentazione della sudditanza al governo:

1- parla di mandato del governo. Violazione di legge. E di svariate senzente della Corte costituzionale;

2- addirittura un mandato “fiduciario”. La fiducia in lui spetta a CdA e Parlamento;

3- svela che la famosa telefonata in Grecia è arrivata da Salvini. Il vice presidente del Consiglio ha scelto il Presidente della Rai. Fuori dalla legge;

4- dice che nel suo mandato c’è il cambio dei direttori. Altra violazione di legge: è un potere che spetta all’Amministratore delegato.

Il Parlamento e il Consiglio di Amministrazione, a partire dall’Amministratore Delegato, non possono tacere: in questa intervista si stracciano tutte le norme con le loro prerogative.

Infine parlando di mandato “fiduciario” del governo, Foa si autodenuncia: ammette di non avere il requisito previsto dalla legge di “notoria indipendenza di comportamenti”.

Vittorio di Trapani, Segretario Usigrai

Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietto, Segretario e Presidente Fnsi

Esecutivo Usigrai: dichiarazione Foa è grave

“Il mandato che mi è stato affidato dal governo”. Così Marcello Foa davanti alla Commissione parlamentare di Vigilanza Rai.

Una dichiarazione grave che chiarisce in maniera ufficiale e definitiva che la sua indicazione alla Presidenza della Rai arriva direttamente governo. 

Un fatto che è palesemente contro la legge.

Il governo non deve avere alcun ruolo nella scelta del Presidente, non deve interferire in alcun modo. Perché è una scelta nella esclusiva titolarità del Consiglio di Amministrazione, con la vigilanza parlamentare attraverso il voto con quorum qualificato.

Come può il Parlamento, attraverso la Commissione di Vigilanza Rai, accettare questa lesione delle proprie prerogative e questa prevaricazione del governo?

 

L’Esecutivo Nazionale Usigrai

USIGRAI AVVERTE: C’E’ UN PRECEDENTE CHE FA DECADERE FOA ANCHE DA CDA

Il Segretario dell’Usigrai ha inviato ieri la seguente lettera alla Presidente del Senato, al Presidente della Camera, alla Presidenza e a tutti i componenti della Commissione di Vigilanza:

Egregio Presidente,

Alla luce del dibattito sulla riproposizione come Presidente della Rai di un Consigliere di Amministrazione che non ha ottenuto il quorum previsto dalla legge, abbiamo ritenuto doveroso un approfondimento legale.

Vi trasmettiamo quindi il parere legale che ci è stato fornito, nel quale si evidenziano ragioni di illegittimità della riproposizione.

Tra le altre considerazioni si evidenza un parere già espresso dalla stessa Commissione di Vigilanza: nella seduta del 12 luglio 2005 il Presidente della Commissione diede atto che “la totalità della Commissione” condivideva l’opinione dell’allora Ministro delle Comunicazioni secondo la quale ” la mancata approvazione del Presidente designato dall’Assemblea da parte della Commissione implica la decadenza di quest’ultimo anche dalla carica di consigliere di amministrazione”.

Vi invitiamo pertanto a un approfondito esame per assicurare la legittimità – al di là di ogni ragionevole dubbio – del voto che vi apprestate a esprimere.

Occorre infatti evitare che la Rai finisca in un pantano di contenziosi legali che ne metterebbero a rischio l’operatività, ciò che l’Usigrai non può consentire.

Con Osservanza

Vittorio di Trapani

> IL PARERE LEGALE

> IL VERBALE DELLA COMMISSIONE DI VIGILANZA DEL 2005