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Lettera alle iscritte e agli iscritti Usigrai

Cara collega, caro collega,

dopo le numerose sollecitazioni arrivate dalle iscritte e dagli iscritti di chiarire la nostra posizione sul contenuto del protocollo Rai – Unirai, anche alla luce del videocomunicato mandato in onda oggi su tg/gr e siti web, riteniamo più che mai opportuna questa comunicazione alle iscritte e agli iscritti.

Nessun pieno riconoscimento

Innanzitutto, il “pieno riconoscimento” sbandierato da Unirai contrasta con quanto affermato ufficialmente dall’azienda che, in risposta alla nostra richiesta di chiarimenti in merito, ha solo sostenuto di aver “avviato con Unirai -Figec Cisal un processo di revisione del Protocollo di relazioni sindacali”

In sostanza, poi, almeno da quanto ci è dato sapere (perché il preteso protocollo non è stato reso pubblico, né dall’azienda né da Unirai) il suo contenuto sarebbe ben lontano dal configurare il pieno riconoscimento dei diritti sindacali, al contrario ne sancirebbe il definitivo tramonto.

Nel testo del protocollo, infatti, sembra che si subordini (anche qui, da quanto ci è dato sapere) la concessione dei permessi sindacali ai dirigenti di Unirai a un preavviso di 48 ore e, soprattutto, all’approvazione dell’azienda.

Cosa dice la sentenza della Corte Costituzionale

La recente sentenza della Corte costituzionale estende le prerogative dell’articolo 19 dello Statuto dei Lavoratori a quelle rappresentanze sindacali di base, anche non firmatarie di contratto, purché siano costituite nell’ambito di sindacati comparativamente più rappresentativi sul piano nazionale. È questo il significato, vero, della sentenza e non quello che viene proclamato da giorni richiamando un’asserita novità sul “riconoscimento del pluralismo sindacale” che, ci permettiamo di ricordare, è garantito (meno male!) dalla nostra Costituzione sin dal 1948 (art. 39). Chi vuole può andare alla fonte e leggere la sentenza della Corte costituzionale n. 156 del 30 ottobre 2025 e valuterà chi è che dice il vero!

https://www.cortecostituzionale.it/scheda-pronuncia/2025/156

Tutto ciò significa che lì dove c’è una rappresentanza sindacale di base che ha più iscritti di tutti e che, inoltre, è collegata al sindacato comparativamente più rappresentativo sul piano nazionale, è anticostituzionale estrometterla dai pieni diritti sindacali in azienda SOLO perché non ha firmato il contratto.

Le mire aziendali

L’idea dell’azienda è esattamente all’opposto: aprire (ma con iniziale moderazione) a Unirai, per indebolire il sindacato comparativamente più rappresentativo.

Non bisogna commettere l’errore di considerarle semplici questioni di forma, o aspetti che riguardano solo i dirigenti sindacali.

Qualsiasi forma di attività sindacale, se è soggetta al preventivo nulla osta dell’azienda, non è più libera.

È condizionata e, per questo, viziata già nella sua premessa.

Contratti con stipendi ridotti del 40%

Chiudiamo con la cosa che maggiormente ci preoccupa, e che tutte e tutti voi dovreste avere ben chiara.

Quel “Figec-Cisal” che accompagna tutti i comunicati di Unirai non è una sigla a caso. È una sigla sindacale che ha promosso e firmato un contratto giornalistico che prevede la retribuzione in prima voce del redattore ordinario inferiore del 41% rispetto al contratto FIEG-FNSI, attualmente applicato in Rai.

In tanti ci avete chiesto di replicare al video comunicato, ma a nostro avviso non ha senso sottrarre tempo e spazio all’informazione pagata dal canone per alimentare una diatriba e replicare a un minuto che non ha nulla di sindacale, e tutto di uno spot.

Saranno altre le sedi in cui eventualmente si giudicherà la legittimità, o l’opportunità di quanto permesso (e voluto?) dall’azienda.

A chi confonde il pluralismo con l’asservimento all’azienda, i pieni diritti sindacali con i “privilegi” e si nasconde dietro a un fantomatico richiamo alla Costituzione, che invece calpesta con i suoi comportamenti accettando compromessi e umilianti concessioni, risponderemo con un’azione ancora più forte, e sempre libera, per dimostrare che Usigrai è il sindacato che non chiede concessioni, ma pretende la difesa dei diritti.

Sostienici in questo compito.
Abbiamo bisogno anche del tuo impegno.

Esecutivo Usigrai