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La Rai a Torino: una realtà che non si lascia archiviare

Usigrai è al fianco dei lavoratori e delle lavoratrici della Rai di Torino che oggi hanno organizzato un presidio di protesta contro i tagli alle produzioni e la svendita del patrimonio immobiliare. Tra gli immobili che l’Azienda ha deciso di mettere in vendita, insieme a Palazzo Labia a Venezia, al palazzo di Gio Ponti, sede della Rai di Milano, al Teatro delle Vittorie a Roma e ad altre sedi dislocate su tutto il territorio nazionale, c’è lo storico Palazzo della Radio di Torino, dove svilupparono le trasmissioni dell’Uri e poi dell’Eiar, e che oggi ospita studi radiofonici e la Mediateca Villani.

“La Rai e le sue sedi sono patrimonio costruito con il canone versato dai cittadini e nessuna dismissione deve essere fatta senza una consultazione pubblica che ne definisca gli obiettivi”, ha detto il segretario di Usigrai Daniele Macheda. Al presidio hanno partecipato anche personalità dello spettacolo e della cultura: Luciana Littizzetto, lo studioso di storia dei media Peppino Ortoleva, Bruno Gambarotta, con videomessaggi da parte di Massimo Gramellini, i Subsonica, Chiara Valerio e altri. La manifestazione é stata arricchita da maestri e maestre dell’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai.

Usigrai sostiene le richieste di lavoratori e lavoratrici della Rai di Torino che chiedono un significativo rilancio del Centro di Produzione, la tutela dell’Orchestra Sinfonica Nazionale e il potenziamento delle direzioni tecniche e amministrative.