“Se entriamo nella sfera sessuale di ognuno di noi, nei sogni, nell’immaginazione c’è lo stupro. Ce l’abbiamo tutti”. Sono le parole gravissime pronunciate dalla giornalista Concita Borrelli nella trasmissione “Porta a Porta” di giovedì 14 maggio, durante un commento sul delitto di Garlasco. Parole inaccettabili, non degne del Servizio Pubblico, che oltre a essere profondamente irrispettose nei confronti delle vittime di violenze sessuali contribuiscono a una pericolosa banalizzazione dello stupro. A rendere il tutto ancora più grave il fatto che il conduttore Bruno Vespa non abbia preso le necessarie distanze dalle affermazioni di Concita Borrelli che è anche autrice della trasmissione.
A ciò si aggiunge la crescente e spesso eccessiva attenzione che le reti Rai stanno dedicando al delitto di Garlasco, con una copertura insistente e talvolta morbosa trasformando questa vicenda in un prodotto di spettacolarizzazione. Senza pensare all’unica vera vittima di questa storia: Chiara Poggi, troppo spesso disumanizzata, umiliata ed esposta a una narrazione che finisce per violarne ancora una volta la dignità e la memoria.
Chiediamo un intervento urgente dell’Azienda e della Commissione di Vigilanza Rai affinchè vengano richiamati con chiarezza i principi di responsabilità, rispetto e correttezza che devono guidare il Servizio Pubblico, evitando derive sensazionalistiche e contenuti che offendono la dignità delle vittime o normalizzano la violenza.
Esecutivo e Cpo Usigrai








