L’Assemblea dei Cdr della Tgr esprime grave preoccupazione per il piano di dismissione immobiliare della Rai che coinvolge anche due centri di produzione come Milano e Torino e le sedi di Firenze, Genova e Venezia. Vendere – restiamo in attesa di conoscere a che cifre – per andare a pagare un affitto è una strategia che fatichiamo a comprendere. Ma soprattutto pone gravi interrogativi sul futuro del Servizio Pubblico.
Di certo, fin da subito, l’Assemblea dei Cdr della Tgr richiama l’Azienda a un confronto immediato con Usigrai, i Cdr interessati e le sigle sindacali delle altre figure professionali sul futuro delle sedi di Genova, Firenze, Venezia e Milano. Confronto finora inesistente. La soluzione che l’Azienda avrebbe individuato per il capoluogo toscano, ad esempio, appare totalmente inadeguata per posizione, copertura di mezzi pubblici, parcheggio, oltre a possibili interferenze tecniche con il vicino aeroporto. Marginalizzare le redazioni significa marginalizzare l’informazione di Servizio Pubblico. Così come per il Veneto è imprescindibile che colleghe e colleghi abbiano un ufficio a Venezia dove montare i servizi. Oppure l’Azienda pensa che lavoreranno sui tavolini di qualche bar?
L’Assemblea dei Cdr della Tgr – conscia che oggi il problema riguarda tre sedi, ma domani potrebbe interessarne altre – è pronta a mobilitarsi a tutela della testata giornalistica regionale che dovrebbe essere l’architrave del Servizio Pubblico ma è sempre più indebolita fra vuoti di organico, costante riduzione del budget per le riprese e ora sedi sempre più periferiche.
Approvato all’unanimità.
Assemblea Cdr della Tgr








