Un ministro della Repubblica che paventa la riduzione del canone, l’AD della Rai che si vanta della perdita di ascolti di una rete, a beneficio di una concorrente che da tempo si vanta di fare “Servizio Pubblico” e dove “casualmente” sono approdati diversi volti noti di Rai 3.
A questo si aggiunge l’inspiegabile progetto di dismissioni avviato con il piano immobiliare, che prevede vendite di beni di proprietà aziendale e trasferimenti delle sedi in locali in affitto, oltre alla perdita di beni di inestimabile valore storico e culturale.
Anche in questo caso tre indizi faranno una prova?
Siamo di fronte a un disegno che vuole indebolire la Rai Servizio Pubblico, in previsione del rinnovo della concessione previsto nel 2027?
Come giornalisti, dipendenti e cittadini, siamo fortemente preoccupati da questi segnali.
Non staremo a guardare mentre assistiamo al progressivo indebolimento dell’azienda e a nubi nere che si addensano sul futuro della Rai.
Chiediamo chiarezza e garanzie sul ruolo della Rai Servizio Pubblico, sugli obbiettivi del piano industriale e immobiliare e sul piano dell’informazione, di cui si è persa ogni traccia.
Esecutivo Usigrai








