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Assemblea pubblica in difesa di palazzo Labia e del futuro della RAI Servizio Pubblico

Un’assemblea pubblica per dire no alla decisione della Rai di (s)vendere il proprio patrimonio immobiliare.

A Venezia, davanti allo storico Palazzo Labia, si sono dati appuntamento Comitati di Redazione della Rai, esponenti dei sindacati e della società civile, delle istituzioni, della cultura e dell’arte per iniziativa dell’Usigrai, il sindacato dei giornalisti e delle giornaliste della Rai.

Il 22 maggio si chiuderanno le offerte per la vendita di edifici di proprietà della Rai,15 immobili.

Fra gli altri, il Palazzo di Gio Ponti a Milano, le sedi di Firenze e Genova, oltre allo storico Palazzo della Radio e delle Teche a Torino e

proprio Palazzo Labia a Venezia.

Un gioiello del XVII secolo che conserva un’intera stanza affrescata dal Tiepolo. Un palazzo quasi sempre chiuso ai visitatori che – ecco l’ultima beffa – aprirà le sue porte da domani agli investitori interessati all’acquisto dell’immobile.

Un bene pubblico della collettività veneziana, nazionale e internazionale acquistato con i soldi del canone, pagati dai cittadini, che passerebbe dalla Rai Servizio Pubblico a dei privati per un uso esclusivo. 

Diciamo no al processo di anonimizzazione della presenza della Rai che con la vendita delle sedi storiche – ha detto il Segretario dell’Usigrai Daniele Macheda- dismette i luoghi simbolo del Servizio Pubblico, con il rischio concreto di recidere definitivamente il legame con le comunità che essa rappresenta con le sue sedi in ogni regione d’Italia, i centri di produzione, il centro ricerche della Rai, l’orchestra sinfonica nazionale, l’infrastruttura tecnologica di RaiWay. 

Valore finanziato con il contributo di cittadine e cittadini che non può essere alienato senza che i loro organismi di rappresentanza sociale e culturale siano stati consultati.

Il Parlamento, la Commissione di vigilanza, le amministrazioni locali, intervengano prima che con un colpo di mano un bene pubblico finisca nel patrimonio di qualche fondo immobiliare annullando la storia e il futuro della Rai e delle comunità a cui deve continuare ad appartenere.

Esecutivo Usigrai